Scrivere in corsivo: lavagna, storytelling doppie apostrofo e lettere difficili

Il quaderno d’italiano del biennio delle elementari me lo ricordo con grande affetto, quel rigo piccolo tra due righe grandi è stato il mio sentiero alla scrittura, scoperto ed amato in prima elementare.

La maestra d’Italiano dei gemelli in prima ha seguito l’approccio della letto-scrittura introducendo prima lo stampatello maiuscolo, poi il minuscolo e infine il corsivo

Ovviamente durante l’estate Bonzo e Bonzetta si sono esercitati più o meno, facciamo meno che più. Dal 1 di settembre però a spron battutto hanno ripreso a scrivere in corsivo. 

Però “quanti errori quest’anno la Bonzetta” si lamentava la maestra della gemella macchina da guerra che non sbaglia mai. E sui quaderni è un bel fluorilegio di segnacci rossi per entrambi. 

Volevo aiutarli a superare questa fase, fisiologica peraltro, con un sorriso e allo stesso tempo supportarli senza sostituirmi alla docente o ai figli nel fare i compiti. 

Memore del successo che aveva avuto il libretto della vacanza in Slovenia scritto per loro in font corsivo e contenente le storie di principi, principesse e draghi del Paese, ho deciso di usare un approccio visivo e di storytelling

Ho comprato una lavagna adesiva nera da TigerItalia e gessetti colorati. 

Ho inventato la “Maga delle lettere“col nome della loro maestra con una bacchetta magica che all’estremità ha una lettera corsiva che cambia ogni giorno e un cappello di lettere corsive decorato.
Ogni sera durante la cena mi avvicino alla lavagna, attaccata all’armadio della cucina e disegno una storia inventata:  

  • sulle doppie e ogni pappa diventa papa, un pasto reale da cardinali
  • sull’accento e ogni papa diventa papà, sfiorando la blasfemia
  • sulle lettere difficili come l’h, la storia disegnata sull’immagine, che sola soletta è silenziosa e nessuna la considera, neanche Bonzo che la scrive piccola, piccola. Poi con un colpo di bacchetta della maga delle lettere ecco che incontra la a o la o e allora si che si sente grande e forte! E sorride felice di esistere finalmente.

Sono convinta che l’uso delle immagini e delle storie unite premino moltissimo perchè non hanno risvolti di giudizio ma anzi addirittura di identificazione che portano a risolvere gli errori, col sorriso.


Oltre alla maga delle lettere usiamo anche i supporti al pregrafismo per il corsivo, soprattutto con Bonzo, che ha avuto problemi di spazialità. Per approfondire l’argomento ecco la ricerca Google adatta.

E voi come aiutate i vostri bimbi nelle difficoltà di studio?