All’Expo con Save the Children, #bethechange anche per i tuoi figli

C’era una volta la vostra mamma che sognava. E cosa sognavi Mamma?
Il mio sogno più grande, che voi figli miei possiate scegliere la strada da percorrere. Che siate un grande fuoco ardente e caldo per voi e per gli altri senza acqua a spegnervi o terra a soffocarvi,
Ogni giorno la nostra responsabilità siete voi, il vostro avvenire, le vostre speranze e i vostri sogni.
Ogni giorno il mio impegno è verso di voi, la mia eredità al mondo, la mia eternità.
Ma non si può essere veramente liberi di scegliere il meglio se non si conosce anche l’altra realtà: quella della povertà, quella delle emergenze e delle difficoltà quotidiane nel raggranellare un po’ di cibo. Perché la vera libertà è nella consapevolezza della propria condizione e della condizione degli altri, verso cui siamo responsabili sempre.
Non vi crescerò in una campana di vetro, non vi proteggerò dalle verità che feriscono. Perchè tacere o ignorare che altrove bambini come voi sono poveri o vivono in guerra significherebbe insegnarvi a fare lo stesso un giorno verso qualcuno in difficoltà, o a non considerare gli altri.

Ecco perchè andremo insieme a visitare il Villaggio di Save the Children all’expo dove ognuno può rinascere come bambino dei Paesi dove opera la ONG: Mozambico, Etiopia, Siria, Liberia, India o Nepal. Nascere povero, conoscere la “Nutrizione”, nella sala dedicata, che ogni giorno riceve quel bambino a costo di grandi sacrifici, cambiare la sua vita nella sala della “Malnutrizione” attraverso una storia a cui puoi cambiare il finale in positivo.

Ecco perchè voglio giocare con voi e mostrarvi come si aziona una pompa manuale dell’acqua o come funziona un orto e il suo ciclo di produzione.
La visita al Villaggio regala un’esperienza preziosa a noi e ai nostri figli, soprattutto la regala ad altri figli di altre madri, alcune veramente in condizioni di vita difficili quasi impossibili. Perchè se una madre non è libera, neanche i suoi figli lo sono. “
E Come stanno le mamme del mondo, mamma?
E mica tanto bene come racconta il XVI Rapporto sullo stato della madri del Mondo di Save the Children. Io me lo chiedo spesso, sempre da un’ottica soggettiva ed estremamente limitata: quella del mio mondo di lavatrici, supermercati e ufficio, scuola e litigi con gli insegnanti. Ma il mondo è molto più vasto del mio
Su 179 Paesi la Norvegia è quello che assicura il miglior benessere madre-figlio, poi Finlandia, Islanda, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Australia, Belgio. L’ultimo in classifica è la Somalia, preceduta da Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centroafricana, Mali, Niger, Gambia, Costa d’Avorio, Chad, Guinea Bissau, Haiti e Sierra Leone. L’Italia è XII, perde un posto rispetto all’indagine precedente.
Il documento racconta poi lo “svantaggio urbano” di 47 città tra nord e sud del mondo, l’enorme divario di possibilità tra chi nasce nei quartieri poveri e chi nasce in quelli ricchi, persino a Washinghton D.C., la capitale degli USA, un bambino “povero” ha un rischio 10 volte più alto di morire entro l’anno di vita rispetto a un bambino “ricco”.
Le disparità si allargano anche vicino a noi, le opportunità diventano sempre di meno per molti tra di noi. E sono d’accordo con Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia quando afferma che “non è accettabile che la sopravvivenza e il benessere di un bambino dipenda da dove nasce e dall’appartenenza alle fasce più ricche o povere della popolazione”.

E i primi a impegnarsi attivamente per cambiare questa situazione dovremmo essere noi, insegnando ai nostri figli che gli altri si aiutano e solamente cosi si cambiano le situazioni, che ognuno di noi può essere il cambiamento #bethechange, come una campagna di Save the Children.
Un gesto metaforico è per i visitatori del Villaggio di firmare il proprio braccialetto di nascita, per chiedere ai leader mondiali di porre fine a tutte le morti infantili prevenibili entro il 2030, questi saranno poi donati al segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon a settembre 2015.
Tutti possono aderire all’iniziativa firmando virtualmente il proprio braccialetto sul sito internet di Save the Children .

Ognuno di noi conta nel cambiare le oose, il potere di ciascuno questo voglio mostrare ai miei figli con la visita al Villaggio dell’Expo, nello spirito della campagna globale ” Every One” nel 2009 contro la malnutrizione e la mortalità infantile in 40 Paesi del mondo, grazie alla quale nel 2015 9 milioni di bambini hanno beneficiato del programma di nutrizione e 15 milioni di bambini con le loro mamme hanno avuto interventi medici.
Quante mamme sono state aiutate grazie a questo programma, quante storie sono cambiate.
E ce la racconti una delle storie, mamma?
“Mi chiamo Veronica e vivo a Kibera.” in Kenia “A casa siamo in 5. Vivo con mio marito, una figlia adottiva di 15 anni, mio figlio Joshua e la piccola Esther che ha 4 mesi. Vivo qui da 10 anni. ” racconta questa donna ricordando il suo ultimo parto, avvenuto in casa perchè andate in clinica in piena notte non era sicuro “A mezzanotte mi si sono rotte le acque. A causa del buio non mi sentivo al sicuro per le strade e non sono andata in clinica. Non ero sicura che l’operatrice sanitaria sarebbe venuta, non sapevo come ci sarebbe riuscita. Ma alla fine Moira è venuta a casa e mi ha aiutata. Mi sono sentita così sollevata quando l’ho vista. Quando la bambina è nata, Moira e mio marito ci hanno portato alla clinica locale dove ci avrebbero visitate. Ci hanno chiesto di pagare quando mi hanno dimessa, ma non avevamo soldi. Così all’inizio si sono tenuti la carta d’identità di mio marito, ma poi Moira – un assistente di Save the Children – ci ha prestato dei soldi. Ma dobbiamo ancora ripagarla. “

Veronica conclude la sua storia così “Conosco la zona e so quanto sia pericolosa. Una mia parente si stava facendo la doccia qui vicino (nelle docce pubbliche) quando un uomo l’ha assalita. Purtroppo ce l’ha detto solo 4 giorni dopo e non l’abbiamo potuta portare subito in ospedale. Durante il giorno è meno pericoloso, ma di notte no. Spero che la prossima volta saprò la data del parto, così potrò andare prima in ospedale e aspettare la nascita. Adesso mi sento felice e sollevata. La mia bambina è qui e sta molto bene. Ha solo un piccolo raffreddore, ma sta bene.”
Visita con noi il Villaggio di Save the Children all’Expo significa giocare, identificarsi con gli altri, scoprire che anche un bambino può aiutare a cambiare il mondo e ascoltare storie a lieto fine, cone quella di Veronica.

Però mamma, non vissero tutti felici e contenti! Si invece per una madre che partorisce questa è la fine migliore possibile di una favola.
Per conoscere gli eventi del Villaggio potete consultare la pagina Facebook o Twitter di Save the Children.

Arianna
Articolo Sponsorizzato