Una riunione di classe fantastica, altro che DSA #orgoglionematerno

Di come Tommaso è passato da un’ipotesi di DSA, disturbi specifici dell’apprendimento a essere uno studente brillante.

Oggi ore 16:50 riunione di classe per la III A, la classe di Tommaso e Flavia, dei Bonzi. Gran appello per l’elezione della fantastica rappresentante di classe, organizzata, preparata e soprattutto dittatoriale quanto basta al fondo classe e ai genitori.

Lungaggini da verbale, le solite mamme che chiedono spesso le solite cose, purtroppo difficili da realizzare nella nostra scuola. Atmosfera rilassata di quei pochi genitori intervenuti. Un attimo, ho detto rilassata? Si, sorridente, addirittura? Ma si.

Si ride, si scherza, si parla di programmi didattici, di studio delle materie orali, di come noi genitori possiamo aiutare. Pensa un po’. Arriva l’insegnante di religione che ci racconta di studiare i miti, la necessità dell’umano di credere nel divino. Io quasi quasi ci torno a scuola con queste maestre, con questo entusiasmo.
Sono severe, lo so dai lamenti dei miei figli quando devono fare i compiti. Però sono entusiaste, giovani e determinate a regalare a questi bambini una terza elementare piena di esperienze positive, aperte al confronto con i genitori.

Questi vecchi banchi, piccoli e pieni di storie da raccontare mi fanno tenerezza, queste donne, professioniste, mi piacciono e mi coinvolgono, sembrano crederci veramente nell’impegno che stanno promettendoci. E’ una bella scuola,questa qui, mi ricorda la mia terza elementare, i miei testi di storia e geografia. La mia maestra severa ma entusiasta.

Brillano gli occhi delle maestre, brillano anche i miei.

Brillano soprattutto quando mi parlano di Tommaso, il Bonzo. “E’ un bambino brillante, intelligente e intuitivo!” sicuramente “impegnativo” che deve imparare a concentrarsi ma “è brillante!”, detto con gioia. Chi mi conosce sa le difficoltà che ha avuto il gemello in prima e in seconda di apprendimento, ma soprattutto di apprezzamento da parte delle docenti. E’ stato spesso un cammino difficile, di terapeuti, perchè è brillante, ma spesso annoiato, sognatore e fantasioso, con una calligrafia da maschio.

Si parlava di disgrafia, di AHDH, di mille altre diagnosi che mi hanno tolto il sonno spesso e l’appetito, che hanno mortificato la sua autostima. Scavare con lui nelle sue difficoltà quotidiane ci ha aiutato a sciogliere alcuni nodi di rabbia congelati li, lo ha aiutato a crescere e a conoscersi meglio.

Oggi, però, seguito da due maestre che lo stimano e lo apprezzano apertamente è un bambino più sereno, solare e spesso furbacchione.

Sono fiera delle maestre e sono fiera di mio figlio, oggi.

E lo voglio dire alle madri che sentono ipotizzare diagnosi di difficoltà di apprendimento, non vi spaventate, seguite il vostro istinto. Aiutate le maestre a conoscere vostro figlio, insistete, assecondatele nelle indagini diagnostiche se serve, e fidatevi dei professionisti che incontrate, spesso sono loro a guardarci in tralice e a smentire le nostre più forti paure.

Flavia, bonzetta, va a meraviglia. Sicura e determinata, macchina da guerra. Anche lei è il mio orgoglio, lo è sempre stata. Questa è la differenza tra di loro, che si sono compensati alla ricerca di un equilibrio impossibile tra dualità e unità. Lei la precisa, lui il caotico.

Arianna