The blogging bitch o del perchè un post ha successo

Giuramento di una futura blogging bitch alla ricerca del giusto mix tra contenuto di valore e post di successo. 

Ho un mistero da sottoporre all’attenzione delle blogger esperte: scrivo bene, e allora perchè i pezzi di servizio, quelli scritti meglio, quelli curati nel visual e nel contenuto, che addirittura hanno all’interno gli elenchi puntati (da sempre un must del content di successo, almeno in teoria) non se li fila nessuno?

Invece i post di getto, scritti sull’onda dell’emozione, a volte neanche riletti e subito, pubblicati, superano il limite delle 10000 visualizzazioni in un giorno? Non contengono nulla di utile, nessun approfondimento, nessuna novità, nessuno scoop eppure se li divorano avidamente con gli occhi?

A volte mancano le tanto elogiate foto, le infografiche, è solo testo, attaccato, l’interlinea si è persa nel getto.

Sono post contrari a ogni consiglio SEO, a ogni studio di ranking, eppure volano i like, le stelle e i cuori. Fioccano i commenti. Ormai un lontano ricordo di popolarità. Ve li ricordate i 100 commenti sotto al post della blogger top? Adesso se arrivano a 21 è parola che avanza.

E cambiato il lettore in questi 10 anni di blogging, dicono. Davvero? Io non credo che il lettore sia poi così evoluto nella ricerca del contenuto, si è evoluto il blogger, usa i numeri, studia da professionista, scrive meglio, ha capito l’importanza del look and field. Ma il lettore non sembra davvero essersi evoluto verso contenuti sofisticati o alti.

Piuttosto è saturo di contenuti molto simili, strapopolari, straletti, strascritti e strasputtanati. Però se tocchi la giusta corda emotiva, se intuisci un mood e susciti identificazione voli sulla retta di google analytics.

E’ una contraddizione, un ossimoro paradossale. Io studio e cogito per ore sull’impostazione di un post e tu, lettore adorato e corteggiato, mi snobbi. Piuttosto che un post bello preferisci lo spannolinamento fai da te, come creare un orrendo scalda piedi marroncino con la lana di lama tibetano o una galleria delle case più shabby del Texas.

Questa constatazione mi amareggia, a volte, quando la notte è tarda e io voglio scrivere il post della mia vita. E invece diventa il posto della mia disperazione e scoramento da blogger incompresa.

Oggi chi ha esperienza mi suggeriva di offrire contenuti creativi semplici ma efficaci, perchè seriamente acchiappano lettori e li fidelizzano. Il menù settimanale che mi ammorba su tanti gruppi di mamme blogger per esempio è una risorsa sicura di numeri. Il cibo va moltissimo, il biologico anche, il green è over the top, farò un menù greenbio che, guarda un po’, ha anche del cibo reale dentro.

Non lo farò mai, non è nelle mie corde, non sarei coerente, io che sono complicata, ossessiva, ironica e irriverente, creativa nel momento, io che paroleggio e cucino quando desidero farlo davvero, io che se non mi appartiene qualcosa, non riesco a fingere.

Piuttosto ne scriverò ancora, piuttosto leggerò e approfondirò di più sui blog di settore, sulle pubblicazioni specialistiche e nelle lezioni di storytelling, troverò la mia misura tra post emotivi e post utili o suggestivi. Ma continuerò a farmi domande sul perchè la teoria del blogging sia spesso distante dalla realtà, sia bellissima e affascinante e poi deluda nella pratica.

  • E posterò ogni giorno
  • E metterò gli elenchi puntati
  • E inserirò l’interlinea per far respirare il testo
  • E narrerò storie per raccontare brand e prodotti
  • E correggerò ogni refuso, virgola e apostrofo che mi scapperà
  • E scriverò aulico
  • E curerò titolo e sottotitolo

Troverò le parole diverse dagli altri. Non narrerò mai più bugie bianche di scrivo per me stessa e non per i lettori. Non negherò l’ambizione di scrittrice.

Mi piace essere letta, adoro sentirmi dire che scrivo bene, vorrei avere millemila lettori, follower e fan e sono intenzionata a lavorare sodo per realizzare il mio desiderio con lo studio, provando e riprovando.

  • E posterò ogni giorno
  • E metterò gli elenchi puntati
  • E inserirò l’interlinea per far respirare il testo
  • E narrerò storie per raccontare brand e prodotti
  • E correggerò ogni refuso, virgola e apostrofo che mi scapperà
  • E scriverò aulico
  • E curerò titolo e sottotitolo

A volte sarò markettara, a volte manipolerò il gossip, a volte giuro sarò una blogging bitch per acchiappare qualche centinaia di visualizzazioni che alimentino la mia autostima narrando menù settimanali, i must have di stagione e come togliere ciuccio, pannolino e inserire le verdure con gioia.

Però mio caro lettore, sempre con emozione, giuro.

Arianna, the future blogging bitch