Il bullismo si combatte dicendo no, prima ai nostri figli

Breve dissertatio sul problema del mese sui giornali il bullismo nelle scuole. E non pensare che tuo figlio non lo sia, non lo puoi mai veramente sapere fino a quando in lui rivedi te e le tue dannate insicurezze. 

Oggi mi sono veramente arrabbiata, leggendo di una carissima amica, donna squisita che di aggressivo non ha un grammo, messa in mezzo nella sua classe per aver sollevato il problema del bullismo tra i compagni. Incredibile ma vero i genitori dei bulli in questione hanno spostato l’oggetto della discussione al perchè la mia amica aveva denunciato la situazione, di fatto ignorando l’aggressività e la violenza verbale verso gli altri che i loro figli usano ogni giorno scolastico.

Gnoti se autòn diceva qualcuno, conosci te stesso e se non ti conosci è un bel problema caro genitore. Perchè non vedi quanto male stai facendo alla tua stessa prole negando il loro problema per un tuo problema di insicurezza. Perchè il nocciolo è tutto lì, nel conoscersi e nel riconoscere che in queste anime piccole non sappiamo accettare nessun problema, nessuna difficoltà, perchè ci sentiamo noi immediatamente sbagliati. E questo no, questo non possiamo accettarlo.

Meglio attaccare le maestre, ridicolizzarle nel loro ruolo che dovrebbe essere di educatori, meglio ignorare il problema incolpando gli altri bambini, ridicolizzandone i genitori. Meglio dare la colpa all’altro, perchè io la colpa non la so affrontare.

Quante assurdità ascolto tutti i giorni da noi genitori di oggi, noi GENERAZIONE DI FENOMENI. E non vuole essere positivo come commento. Siamo dei fenomeni assurdi, per paura di sentirci sbagliati permettiamo ai nostri figli la qualunque, l’esplorazione del potere sugli altri, che diventa sadismo, se non direzionata e limitata dai no, i nostri no.

Diciamo no ai nostri figli

Quanti mal di stomaco mi sono vissuta dicendo no ai gemelli, al mio piccolo adorato Nanuzz. Che magone ogni volta che diversi terapisti mi hanno detto che non sapevo dire no, che mi faceva male, anzi malissimo. E quante dannate lacrime e ansie ho attraversato per riconoscere che il problema ero io, dire no era sentirmi cattiva, ma per loro era navigare in acque sconosciute senza guida, senza paletti.

Questa libertà di agire, senza la consapevolezza dell’età adatta, quanto male fa ai nostri figli, li lascia disorientati, senza bussola. Non sanno cosa fare, non sanno cosa sia giusto o no. Navigano a vista e come bambini sopraffanno gli altri.

Basta un no, mille no se serve. E a volte basta uno sculaccione. Si serve anche quello, interrompe un momento di crisi, stacca e mette un punto.

Smettiamola anche di parlare troppo arguto con questi bambini e di spiegare tutto, che non sono Einstein, sono bambini, hanno bisogno di autorevolezza. Non di belle parole.

Parliamo loro con parole semplici e concetti pratici… “Non si mena perchè non Pinco piange poi e sta male” invece di “Non si mena non è giusto”. Teniamoli con i piedi per terra. E stiamoci anche noi.

E se nostro figlio bulleggia, parte cazziata come si deve e regole chiare e precise.

Lo so che sentirsi sbagliati è pesante, che fa male, un male cane. Però la responsabilità dei nostri figli è nostra, loro non ci hanno chiesto di nascere, perciò coraggio esistono servizi pubblici che ci possono sostenere e gruppi di aiuto per genitori in difficoltà.

Qui qualche consiglio del Telefono azzurro!

E comunque è tutta colpa del 68, come sempre.

Arianna