Internet è nazionalpopolare, e diciamocelo socialmediacosi

La rete è del popolino, nazionalpopolare, perchè in fondo qui parlano tutti, cercano tutti attenzione e quasi quasi la ottengono. Alla faccia della SEO, delle regole, del target e dei piani editoriali e dell’accesso all’informazione per tutti. 

 

E noi snobboni della rete, che non ci degnamo di leggere il trash, ci diamo sotto di scrollbar quando incontriamo i gattini o il Bill della situazione, noi che leggiamo solamente Bennaker o Riccardo Esposito, che ci beiamo di leggere l’Oroscopo di Bretzny sull’Internazionale online, che PennaBlu è il nostro guru,  noi che ci lavoriamo su questo dannato webbe, che cerchiamo il ranking, vogliamo lead e il vlog, e la luce e la rava e la fava. Noi che facciamo questo mestiere, a volte ho la tremenda sensazione che ce la sonamo e cela cantiamo. Se davvero Content is the king, di che content parliamo?

Perchè in fondo cosa è che tira veramente su il numero dei fan, dei followers e degli stalker? Il gatto o guarda guarda la banana:

Questa qua ha 67mila e passa likes su facebook. MA CHE DAVVERO? Si. Banale, ovvio, volgare e anche orrorifico a tratti. Eppure Sii come Bill altra pagina facebook fiera dell’ovvio macina numeri impressionanti oltre 600mila like, nata da poco più di due mesi:

E su twitter che sicuramente è più raffinato come social, e quindi più adeguato a noi snobbish della rete, Salvini ha 230k di followers. E Iddio ne ha 5729. Praticamente una bestemmia social.

Instagram lo frequento da poco, non mi azzardo a indicare nessuno.

E i vlog, quante raffinatezze per la produzione, la postproduzione e il montaggio. Che poi alla fine i tutorial dell’uncinetto macinano numeri impressionanti.

Internet non era la scuola del futuro?

Quasi venti anni fa quando ho iniziato a lavorare sul web si credeva ciecamente che la rete sarebbe stata la scuola del futuro, lo strumento che dando accesso a ogni informazione disponibile avrebbe educato le persone a una maggiore consapevolezza e cultura. E una e due e tre bufale le persone avrebbero imparato e ricercare le fonti reali e veritiere e avrebbe imparato ad informarsi con autonomia, oltre la TV oltre i giornali.

Invece non è successo, ogni giorno sui social, sulle mail e via WhatsUp la bufala si svende un tanto al kilo: e il pesce porcello, i funerali periodici ai vip e le gravidanze isteriche di certe attrici, e i fulmini, le polveri sottili e gli alieni sono le multinazionali del farmaco. Lercio.it ci fa i soldi, noi la barba dalla noia.

Io mi annoio, confesso, mi interrogo e mi sento pure scema. Studio ogni giorno le regole, approfondisco e implemento la teoria sui canali aziendali online, faccio emailing marketing ad arte, consiglio come meglio posso i social colleghi. E chi vince? La Banana o la Patata.

L’importanza delle relazioni

Altro caposaldo delle regole dei social: cura le tue relazioni, sempre, fai community content management, sii contestuale, educato e ignora i flame. Eppure l’unica relazione che ancora vince, è quella carnale. Io che ho 3 figli, dei profili family che più noiosi non si può ricevo almeno due messaggi al giorno da stalker virtuali alla ricerca di sesso. Ma pensa tu.

La relazione vincente è sempre quella, fatta di bit o di una botta e via.

E’ sconfortante, a volte la voglia di arrendermi al felino è forte. Quella di postare a raffica gli occhioni verdi del Bonzo pure, ma lo sai i like che acchiappo? Vincente direi.

E invece no, non mi arrendo. Anche se parlo sempre con le solite mamme der webbe, i soliti sagaci socialmediacosi, a volte intravedo luci vaganti, stelle solitarie che si avvicinano a contenuti validi, si incuriosiscono e si appassionano a contenuti che amo. Succede.

La relazione allora vale tutta la mia anima, tutte le mie parole.

Internet è nazionalpopolare

La mia semplice e banale deduzione è questa. Lo è. Volevamo educare tutti, abbiamo educato pochi, alcuni impareranno, altri continueranno ad essere ovvi, banali e conformisti. Forse siamo noi che dobbiamo scendere dal piedistallo e fare un bel bagno di realtà socialdigitalpr, inserire più gattini con contenuti seducenti, sfruttare la banana ironicamente per veicolare magari informazioni su contenuti importanti.

Se Internet è plebeo, noi addetti dovremmo esserlo lo stesso, non siamo noi che scolpiamo gli utenti, la domanda è sovrana.

Pronti per le foto della tartaruga? Mi dispiace qui siamo sprovvisti di felini.

Arianna