Ci avete rotto le tette! Se l’allattamento è uno scandalo

Una mamma blogger, bella, intelligente e ironica posta una foto di se e di suo figlio fuori a pranzo, mentre lo allatta, la posta su Instagram, e i pudendi difensori della pubblica morale si inalberano con parole così pesanti e insulti così gravi come solamente in Italia succede. Ci avete rotto le tette!


Valentina Piccini di Mammeaspillo ha pubblicato una foto mentre da il latte al suo piccolo, era fuori al ristorante con il marito. Ed è subito scontro apocalittico sui social: foto hard, foto tenera, si all’allattamento, no all’allattamento, dopo il parto devi stare a casa o dopo il parto non cambia niente. La polemica è verticale su più fronti, le opinioni si rincorrono e si ostentano. Gli esperti dibattono, i cafono insultano. Una partita dal sapore italiano.

Dove un gesto naturale suscita reazioni innaturali, esaltate e schizzofreniche.

Valentina è una donna bellissima, ha 4 figli, è una blogger e una giornalista di successo. E’ un influencer molto seguita sui social, la sua vita è trasparente per gli altri. Valentina è trasparente nel linguaggio e nelle storie che racconta. E’ una donna di successo. E chi è la nemica numero uno della donna di successo? Noi donne ovviamente. Nessun altro è cattivo e maligno come noi quando l’invidia si impossessa di noi, quando l’amarezza ci invade e prende il controllo.

Voglio dire, ha successo, e dopo aver partorito osa anche avere una vita normale?

L’altro aspetto dello scandalo riguarda le #tettabane, le fanatiche dell’allattamento a oltranza che ovunque si parli di latte materno arrivano a sostenerne i benefici, spesso con giudizi pesanti verso le mamme che non hanno latte o scelgono l’allattamento artificiale.

Ci avete rotto le tette!

L’allattamento quindi scandalizza e crea guerre di religione. Io sono stanca di leggere continuamente di queste diatribe. Non me ne importa veramente nulla. Trovo l’argomento sterile e invadente. In fondo ogni storia di latte è la storia di una donna.

La mia storia di latte è semplice, ho allattato i gemelli in modo misto, e Nanuzz esclusivamente al seno. Non ho avuto ragadi, mai conosciuto la mastite, ho smesso quando io e mio marito abbiamo deciso.
Sono uscita con i gemelli che avevano 20 giorni, nanuzz era a cena fuori con noi a 7 giorni di vita.

Ho allattato Lorenzo su un volo transoceanico a 5 mesi, volando verso il continente più pudico che esista, prendendomi gli applausi degli astanti perchè i miei 3 figli non piangevano e non rompevano. Ho allattato ovunque. Mi hanno criticato. Mi hanno esaltato. E’ la mia storia di latte. Conosco solamente questa esperienza. 

Non conosco la storia di Vincenza, di Gloria o di Anna. Non giudico la scelta di Stefania di non allattare, quella di Giada di tirarsi il seno fino a farselo dolere, quello di AnnaPaola di allattare sanguinando e piangendo. Non scrivo post scandalizzati per Valentina Piccini.

Ci avete rotto le tette, però un po’ tutte, un po’ tutti. Sono scese alle ginocchia per tutto il chiacchierarci intorno, mica per l’allattamento stesso. Ve lo dice anche Lorenzo… cicciolattoso!

Nanuzz cicciolattoso

Nanuzz cicciolattoso

Fatti le tette tue!

Si può dire forte, alla fine. Metaforicamente sede della nostra energia e della nostra unicità sessuale, ognuna si faccia le proprie. Chissà che sospendendo lo sguardo dal vagare verso gli altri, per giudicarli secondo le nostre paure e i  nostri difetti, e concentrandoci su noi stesse, non si diffonda il virus della comprensione e della gentilezza?

E’ un post provocatorio, questo, forse. E’ un post di tristezza amara per noi donne, tutte, che invece di goderci la nostra bellezza, la osteggiamo e la critichiamo ferocemente.
Allattare o non allattare, in pubblico o in privato, è una scelta personale, è una decisione familiare. Non un pubblico dibattito. Non un tabù.

 

Arianna