Il Mamma che blog è diversamente figo

Il mio #mammacheblog, del 13 e 14 maggio, è stato un abbraccio lungo due giorni, mamme #diversamentefighe, storie di donne, moltissime parole di amicizia e affetto e un contesto di formazione di qualità, scambio e confronto con esperti di content marketing, native adv, copy e social digital pr. Un evento perfetto per le mamme e le famiglie.

Da dove iniziare?

Sono 5 giorni che mi chiedo da dove iniziare a raccontare questa esperienza, che gli esperti di Customer experience, definirebbero perfetta. Inizio dalla formula camp? Ovvero tutti intorno a un tavolo a confrontarci su argomenti professionali? Blogger più o meno famosi? Inizio dall’abbraccio dato alla mia ospite e amica blogger Nema? Inizio dagli esercizi del pavimento pelvico, le facce interessate al limite della maniacalità di 40 mamme davanti alle palline e a un piccolo vibratore? Inizio dal senso di comunità che ho vissuto? Inizio dall’assenza dei miei figli? Ah no quello no. Si sarebbero divertiti il sabato con i laboratori.

Inizio da qualche mese fa, quando andare al Mamma che Blog, l’evento cult, a cui non puoi mancare, per mamme blogger organizzato da Iolanda Restano e lo staff di Fattore Mamma, mi tentava moltissimo. Però… quel però fatto di mille dubbi, ansie e soggezioni dettate dalla mia insicurezza, mi tentava moltissimo. In fondo quel però mi tiene al sicuro.
Poi con altre donne e mamme #diversamentefighe siamo diventate amiche online, alcune blogger che sarebbero state a Milano. Ma amiche amiche, di tastiera. Poi con Micaela delle MCronache, abbiamo iniziato ad organizzare eventi a Roma, a uscire dalla rete e incontrare le persone. Ad ogni incontro mi sentivo più felice, più sicura, facevo quello che più amavo.

Arianna, Nema e Arianna

Arianna, Nema e Arianna, alcune delle #diversamentefighe

Così ho prenotato la due giorni di Milano, ho scelto i miei workshop, ho selezionato i miei seminari e ho premuto clic.

Un gesto abituale per me che lavoro in una redazione digitale ha segnato un momento importante di consapevolezza. Il mio però si era volatilizzato. Ero nuda. O quasi.

1, 2, 3 Via!

13230317_10208929698741787_8267102174857383739_nVenerdì mattina alle 5:30 prendevo un taxi da Piazza Argentina per la Stazione Termini, io e il mio amico Darth Vader. 

Non sono mai arrivata in stazione. Ho continuato a viaggiare verso la mia meta. Mentre camminavo ho incontrato amiche di sempre che conoscevo per la prima volta:

Daniela di C’era una Mamma,

Maria Luisa dell’Italia con i Bambini,

Sara di Stelle Gemelle,

Arianna di MammaocchiaCuore,

Ketty di Kevitafarelamamma

E Ali ne di Mammanontarrabbiare, e… tutte voi:

Ho mille ricordi da raccontare, tantissimi volti di cui vorrei scrivere, nei miei ricordi ho alcuni abbracci molto cari che vorrei narrare. Sono stati momenti così intensi di conoscenza e apertura verso gli altri, di energie ed emozioni condivise, di cannucce nel naso (giuro mi è successo all’aperitivo Fabbri) mentre Barbara Alaimo e Rossella Boriosi sorseggiavano cocktail e io cercavo di togliermela da dosso. Ci sono stati momenti intimi di cene tra blogger. Ci sono stati foto scattate con l’entusiasmo delle groupie con Chiara di Machedavvero, vero Alessandra delle BirbaMamme? Chiara che si ricordava la mia recensione del suo romanzo. Ah il tortello power.

Le facce di Nema e Maria Luisa mentre Ohhh illustrava gli attrezzi dell’amore.

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Quante emozioni si possono raccontare descrivendo il mio viaggio? Sono mille frammenti di ricordi che si incrociano nella memoria, sono sorrisi, parole e riflessioni fatte insieme. Sono saluti improvvisati a Sabina di The Swinging Mom e a Barbara Damiano.

E’ una stretta di mano, timida, la mia a Jolanda, a tardo pomeriggio di sabato quando le persone sciamavano via e io indugiavo sulla soglia, timorosa che la sensazione di completezza che provavo svanisse con la città della Madoninna.

E’ il mio terzo posto nella Leader Board di Twitter… un’emozione fortissima.

Terza twittarola in classifica

Terza twittarola in classifica

Il mio Mamma che Blog è questo, #diversamentefigo, perchè circondata da amiche a cui voglio un bene che non so spiegare perchè mi hanno svegliato con un “Principessa” quando dormivo sul loro divano letto, perchè ho camminato, mangiato e studiato in simbiosi con Daniela, perchè ho stretto la mia amica di pancia Sara,  perchè ho chiacchierato con Veronica di 40 spesi bene, ho salutato Cristiana di 100X100 mamma, ho stalkerato Silvia di GenitoriCrescono nel bagno e le ho anche dato la mano.

Io ho iniziato un viaggio col Mamma che blog, un viaggio di scoperta e di cambiamento, un percorso di apertura alle altre meraviglioso e terrorizzante: ho dato mani, scambiato parole profonde con perfette sconosciute, ho raccolto emozioni delle altre, ho volato sull’ebbrezza di essere me stessa.

Ho raccontato di me e del mio nuovo inizio dopo la terza maternità all’Hubdot del sabato pomeriggio, anche qui un’avventura appena iniziata che scopriremo insieme.

Ho voglia di scrivere di tutte e di ciascuna. Mamma, mamma, mamma. E ancora mamma. Siamo tutte mamma nei nomi dei nostri blog. Mamme pronte a un futuro più dialettico, più sfaccettato, dirette verso un futuro di contenuti diversi dal semplice pannolino.

Alla stazione, mi sono seduta sfinita. Ho avuto paura che finisse lì quell’energia positiva e potente che mi prometteva di continuare il viaggio. Invece è ancora qui, oggi nei miei progetti per il domani. Continuo il viaggio con le mie nuove amiche, strette in un abbraccio che da forza e coraggio, soprattutto ho abbandonato quel però, ho imparato cose nuove, ho sentito che questa è la mia strada. Quella giusta.

Sono tornata che abbraccerei tutti e tutto. E sono tornata vestita, di affetto e di nuova professionalità, anzi preparatevi ai post di studio!

E il gossip?

Onestamente questo paragrafo non volevo neanche scriverlo. Leggo però di blogger snob, di gruppi chiusi, di critiche che non capisco, e ci tenevo a dire la mia. Sono una persona spontanea e diretta, al Mamma che Blog non ho notato divismi particolari, ho osservato dinamiche di gruppo normali negli ambienti di lavoro, nessuna eccessiva. Non c’erano bionde o brune osannate, forse c’erano blogger timide.

A volte basta rompere il ghiaccio con le persone che vogliamo conoscere per scoprire che l’aura di irraggiungibile è semplicemente una costruzione teorica. Io ho visto persone, donne e madri che lavoravano con grande impegno. Spesso la soggezione gioca brutti scherzi, alla prossima lanciatevi, parlate, chiacchierate ed esprimete la vostra opinione anche negativa. Io l’ho fatto, ho chiesto e ho argomentato. Ho ricevuto risposte a tutte le mie domande. Non sempre nel lavoro questo accade. Anzi.

Grazie davvero. A tutte.

Arianna

PS Tornando professionali, il mio Mamma che blog non finisce cosi, preparatevi a studiare con i post su:

  • Mommit, il codice di autoregolamentazione delle blogger per la pubblicità e i post sponsorizzati,
  • Il futuro delle mammeblogger
  • ABC del Copywriting e del SEO Topic come insegna la Valentina Falcinelli
  • Hubdot: incontrarsi semplicemente narrando la propria storia
  • Chi è Alessandra Farabegoli o lo storytelling del vibratori
  • La cooperativa delle mamme, forse il post più sfidante di tutti… per noi tutte.
  • Il selfpublishing o della frontiera del libro
  • Perchè le blogger hanno un’arma in più nell’editoria