Esercizi per genitori #2: come ci vedono i nostri figli

Il secondo esercizio per aumentare la consapevolezza della nostra genitorialità parte dal mettersi nei loro panni, dall’immaginarsi cosa pensano guardandoci. Senza giudizi su noi stessi, senza commenti.

Un compito non facile, quello previsto dal secondo esercizio proposta da Barbara di Straordinariamente Normale, osservarci attraverso lo sguardo dei nostri figli. Per me è stato difficile, anzi difficilissimo.

L’inizio? Flavia mi ha urlato contro “Sei un mostro!” dieci giorni fa.

Vi immaginate cosa ho provato? Un dolore secco dentro, il mio stomaco si è accortocciato.

Immaginate come apparite agli occhi di vostro figlio, che ha voi come genitori, in questo momento: questa nuova prospettiva come potrebbe modificare il modo in cui vi muovete nel corpo e nello spazio, il modo di parlare e ciò che dite? Come volete relazionarvi con vostro figlio in questo momento?

Myla e John Kabat-Zinn nel loro libro “Benedetti genitori; guida alla crescita interiore del genitore consapevole”.

E’ impossibile mi sono detta vedermi un mostro. Sicuramente doloroso. Ho scelto io di iniziare questo percorso, volevo continuare. Sono stata testarda, oltre la rabbia istintiva che mi è salita dentro.

Nessuno di noi ama vedersi così.

Poi il giorno dopo mia figlia, quella tenera e capocciona, mi ha chiesto scusa, “mamma tu sei buona, a volte dici no, che non capisco”. E il mio dolore è volato via.

Ci ho messo più di una settimana per guardarmi con i loro occhi, ci ho messo il tempo che mi serviva, necessario anche a far levitare le emozioni belle e brutte che ho provato. Sono stata meno concentrata della prima volta, più rilassata all’ascolto delle loro parole, dei loro sguardi mentre vivevamo la settimana al mare insieme.

Esercizi per genitori #2: mamma io ti vedo così

mamma-brucomela

Quanto sarebbe bello se mi vedessero sempre così?

I miei tre figli sono molto spontanei nel dirmi cosa pensano di me, nel definirmi buona o cattiva, bella o brutta. Sono liberi di raccontarci cosa provano, sempre. Con le dovute maniere, senza insultarci.

Poi ci sono gli sguardi di amore, quello infinito che solamente loro sanno donarci. Quando ci siamo sposati i gemelli erano già nati, e in Chiesa lo sguardo di Tommaso era adorante mentre ci guardava e si sedeva tra di noi. Eravamo bellissimi per lui. E’ uno dei ricordi a me più cari, quel suo sguardo languido e fiero che diceva al mondo che noi eravamo bellissimi.

A volte sono complimenti, a volte sono stilettate, come il mostro di Flavia o Tommaso che mi definisce bufala quando sono arrabbiata o Lorenzo con i suoi Tu butta! (Tu brutta!).

E’ stato come essere corrente di un fiume, di tre fiumi, lasciarmi trasportare dalla corrente delle emozioni che ho visto nei loro volti, percepito nelle loro parole. A volte mi arrivava un’immagine in mente, bellissima, a volte mi prendeva allo stomaco un buco di paura per non essere all’altezza delle loro aspettative. Mi sono lasciata cullare e affondare da tutte questo.

Ho accolto il bello e il brutto.

Come ogni madre che si sente in colpa, la prima emozione è stata quella. Poi piano piano ho riequilibrato con i “sei bella” o con la gioia dei loro occhi per un bagno insieme a saltare le onde, per una serata di risate insieme a raccontare la favola del drago. Lentamente Arianna ha apprezzato quella che vedeva dai loro occhi, una mamma normale, anzi spesso piena di iniziative divertenti, a volte severa e ingiusta. A volte poco chiara. A volte lamentona. A volte cantante.

Non penso di aver raggiunto un distacco dalle emozioni fortissimo, penso però di trovarmi più simpatica. Perchè i loro occhi accettano le mie debolezze e me le perdonano meglio di me stessa, perchè la mia allegria la amano moltissimo. Mi piace la Arianna che vedono loro.

 

Mi piaccio un po’ di più anche io. 

In sintesi per una settimana o per quanto vorrete, almeno una volta al giorno:

  • mettetevi in ascolto delle loro parole e osservate i loro sguardi verso di voi
  • non giudicatevi
  • attraversate le emozioni che vi passeranno per la testa
  • guardatevi come vi vedono loro

E voi avete provato? Che cosa è successo?

Intanto per la prossima settimana: ecco il terzo esercizio

Per chi vuole iniziare… il primo esercizio! 

Arianna