Abituare i figli al ritorno della mamma al lavoro mentre restano in vacanza

Le ferie sono finite e la mamma deve tornare al lavoro, affidando i bambini al babbo, ai nonni o alla tata. Non basta dire loro che il mare vi fa bene! Che anzi la vivono malissimo. Però li possiamo aiutare a vivere la lontananza più serenamente con il gioco.

Ogni anno lascio i bambini al mare con la tata e la nonna e io faccio la pendolare col treno, mattina e sera. E sono state tragedie. La soluzione? Il gioco, come  questi giochi online sui treni per esempio, perchè il gioco è il modo di conoscere il mondo, di accettare le cose negative attraverso la loro rappresentazione esterna. Ma prima della stazione e dei fazzoletti bianchi ecco qualche consiglio.

 

Aiutarli a misurare l’assenza

I bambini hanno bisogno di perimetri quantificabili e di conoscere quello che li aspetta, anche nel dettaglio, li rassicura e non li fa sentire in balia degli elementi, fuori controllo.

Comunicategli quanto starete lontani, anche se sono 15 lunghi giorni, per loro è importante saperlo, non nascondetegli mai questo dato, o peggio non ditegliene uno inferiore per farli stare tranquilli, perchè quando scopriranno la verità crederanno che gli avete detto una bugia. E questo i bambini non lo accettano, per loro noi siamo infallibili, i loro eroi, se mentiamo o agiamo di nascosto penseranno sia una loro colpa… e per proteggerli faremmo un guaio maggiore. Meglio qualche lacrima e recriminazione al momento dei saluti che i sensi di colpa.

Spiegategli perchè dovete stare lontani e raccontategli la vostra giornata lontano da lui, lo aiuterà nei momenti di nostalgia immaginarvi al lavoro. Tommaso mi immagina sempre al pc o al telefonino, che la sua mamma scrive… e lo aiuta, moltissimo.

Cosi li rassicurerete, massima trasparenza!

“Mamma e se mi faccio male e tu non ci sei?” mi chiede sempre Flavia quando sto per partire, memore di una brutta caduta in bici di un paio di anni fa, che non mi fu comunicata da Motherpillar, per farmi stare tranquilla. La sua e la loro paura più forte… non avere accanto la mamma se succede qualcosa di brutto… Io rispondo che “prenderò il primo treno, aereo, scooter macchina per volare da te!”. Mia madre si ricorda quella notte quando arrivai e vidi mia figlia col labbro gonfio come una delle peggiori della nostra relazione, come se dice a Roma “me la so’ magnata”.

Il gioco

Lo strumento migliore per esplorare e accettare le brutture della vita, perchè “Giocare aiuta i bambini a fare amicizia con i propri stati emotivi, permettendo loro di esprimere il proprio mondo interno e di elaborare le esperienze vissute nella quotidianità”.

Io prenderò un treno e ho giocato con loro con i treni online appunto, facendo finta che mamma fosse su quei treni, che loro fossero su quei treni.

E potreste giocare con aerei online o con gli aerei giocattolo per abituarli alla distanza.

Un altro gioco che facciamo sempre è “facciamo finta che mamma è già partita?” e tutti e tre giocano a fare tutto ciò che non possono, io ricordo loro che hanno regole ben precise che non valgono solamente in mia presenza. Soprattutto lo facciamo davanti alla nonna strapermissiva.

Non disdegnerò neppure di consigliarvi un piccolo regalo che possa fare loro compagnia durante la nostra assenza, un gioco che amano particolarmente. Nulla di costoso. Io ho regalato un fumetto ai gemelli e una moto a Lorenzo. Giocare o leggere il fumetto gli ricorderà che la mamma o un pezzettino della mamma è lì con loro.

Salutarsi, reincontrarsi e la lontananza

Quando ho salutato i bonzi domenica sera, io ero commossa, loro apparentemente no. Lorenzo mi ha ignorato, era arrabbiato. Io l’ho abbracciato, anzi stritolato fortissimo. Tommaso e Flavia, ormai di 8 anni, ci hanno salutato mentre scappavano a giocare a nascondino con gli amici.

Stritolatevi, sempre. Anche adolescenti, mamma e babbo sono mamma e babbo.

E quando ci si rivede? Altri stritolamente di gioia vera e profonda.

E durante? Tante chiamate a ore fisse, sempre le stesse, che loro sappiano quando aspettarselo. E non offendiamoci se ci salutano e attaccano… anzi meglio. Significa che stanno benone. Parlate anche ai piccoli che non parlano ancora al cellulare, sentiranno la vostra voce. E voi i loro strilletti.

E fatevi chiamare solamente per le emergenze, per non disorientarli.

La prima volta è difficile… poi piano piano diventa più semplice, perchè sanno che ritornete e noi mamme sappiamo che li rivedremo.

Arianna