Gli uomini con cui non uscire mai o #appuntamentidaincubo

Come dimenticare gli #appuntamenti da incubo? Uno nascosto ce l’abbiamo tutte. Un nuovo #tanaliberatutte dedicato agli appuntamenti da dimenticare, agli uomini che mai avreste voluto incontrare per una serata. La mia guida semiseria per evitarli…

C’era una volta la nuova me, che a 30 anni si ritrovava single e con 30 kili di meno addosso. Na bella sgacchera. Diciamo pure bona, forse un attimo stereotipo di un certo tipo, però fidatevi piacevo. Mettiamola così.

Dopo un fidanzamento lungo quanto un matrimonio, un periodo di assestamento, lungo per superare il lutto e la perdita di 30 kili, ho scoperto le emozioni dei primi appuntamenti. Alcuni molto belli, altri lasciatemelo dire… da dimenticare.

GLI UOMINI CON CUI NON USCIRE MAI: L’AMANTE DEL SUO PAPPAGALLO

Una sera estiva trasteverina, quando uscire è piacevole, al tramonto mi accoglie. E’ il primo appuntamento dopo la fine di una storia imporante. Sono emozionata, titubante e in difesa, ma io lo sono quasi sempre quando si tratta di uscire con un uomo, almeno all’inizio. Mi ha invitato a mangiare una pizza, la migliore di Roma, dice lui. Mai sentita nominare!

Però che fai non gliela dai una possibiltà? E’ carino, gentile, educato. Sembra perfetto. Sembra appunto. Ci sediamo, che l’appuntamento l’ho fissato al ristorante. Limitare le possibilità di troppa intimità al primo appuntamento, è sempre stata la mia legge primaria.

Eggià sciattino nel vestire. Indossa un paio di scarponcini in piena estate. Mah. Ci sediamo. Ordina una pizza bianca. Io ordino fritti e pizza napoletana e birra. Mi riprende che la birra non fa bene. Penso dentro di me che non sono fattacci suoi, ma ormai affamata aspetto i fritti.

Finalmente mi racconta di lui e della sua passione. Silenzio… suspence. E io che pensavo alla moto e a chissà che altro, invece inizia a parlare di Pappagalli. Giuro. Alzo la testa incredula. COSA? Ma di che parla?

Del suo…? “Si perchè io adoro Cocorito.” e mi narra del suo fantastico volatile per due ore, giuro. Due ore di lezione accademica sulle abitudini oratorie del suo uccello. E non parliamo di sesso orale e preferenze. Non ci posso credere. Pensavo di cadere per terra dalle risate.

Invece mangio, tutto e passo anche al dolce e grappa. Poi fingo un malore e me ne vado. Conto sul tavolo da fargli pagare tutto. Una frase mi è rimasta impressa “Mai una ragazza ha amato il mio pappagallo, erano tutte gelose!”.

E stranamente noi donne amiamo i volatili invadenti, fatti una domanda e datti una risposta. Cancellato all’istante.

GLI UOMINI CON CUI NON USCIRE MAI: L’ETERNO STUDENTE DI LETTERE

O Scienze Politche fate voi. Quelli zozzi, con la barba lunga e la tolfa d’ordinanza, direttamente dalle marce del padre del ’68. Quello che sospira, non parla, si confida sui massimi sistemi, non spiega. Quello che sa tutto, conosce e disquisisce di argomenti talmente affascinanti e interessanti che ti scioglie l’anima e ti infuoca passioni mai conosciute. Perchè con lui potresti farlo anche in cima alla punta di una piramide Maya. Saresti comunque nel nono cielo aristotelico.
Peccato però che sia un tirchio bestiale, anche se abita a Via dei Monti Parioli o a Prati, si dai a Prati. Andava al Mamiani. E come ti sbagli.

Per cui pizzeria da asporto o al massimo pizzeria di San Lorenzo, il lusso? Cassamortaro di testaccio. Eppoi per viaggiare tra le dimensioni culturali, egli si fumi anche l’edera del balcone della madre. O il rosmarino.

Risultato? Due ore a sentirlo parlare con la sua pizza. “La mozzarella mi parla? La senti?”

“No ma sento la mia voglia di mollarti qui”. All’istante. L’ultima volta l’ho intravisto a Scienze Politiche ancora studente che con la barba bianca attirava le ragazzine con un libro di Marx sotto il braccio.

Triste e fuorimoda.

 

GLI UOMINI CON CUI NON USCIRE MAI: IL TRADER

L’appuntamento col consulente di successo, il manager di Goldman and Sachs, quello che un giorno sta a New York e quello dopo a Londra. Quello che ti regala la borsa Cartier. Il marito ideale. Forse.

Ti invita, gentile e generoso nel miglior ristorante giapponese di Roma o Milano. Provati entrambi, giuro. Stesso copione. Moine, coccoline, poi squilla il cellulare. E ho mangiato sola. Cibo ottimo ma sempre sola. Poi puntatina al locale di moda. Figo. Dove c’è tutta la sua azienda. Indi sola di nuovo, o al massimo in bagno con un’altra delle sfigate accompagnatrici dei Manager.

Infine… “da me o da te?” “Da nessuno scusa, domani mi scade un investimento sulla borsa di Tokio e devo parlare presto con il mio Trader di fiducia” che non sei tu. Addio.

GLI UOMINI CON CUI NON USCIRE MAI: IL CENTELLINATORE DI MESSAGGINI

Era bello, biondo e pure fisicamente piacente. Mi conosce a una festa, mi chiede il numero di telefono, mi invita ad uscire. Fa tutto lui. Bene, finalmente ci diciamo con le amiche. Poi? Il silenzio. Per tre giorni.

Mah… me lo ero già dimenticato. Io. Lui no. Mi manda un messaggio e mi chiede un appuntamento. Rispondo subito di si. Il giorno dopo altro messaggio con proposta di pizzeria. Rispondo di si. Mi manda un altro messaggino il giorno dopo con ora di appuntamento, confermo. Il giorno dopo ancora, ormai giovedi, mi da appuntamento al venerdi sera. Ariconfermo.

La sera dell’appuntamento, ridiamo, scherziamo e ci confidiamo. Mi sembra di aver rotto un muro. Ci salutiamo con bacino di ordinanza. Si lo so, non abbiamo 13 anni. Ma tenero.

Poi silenzio per la domenica. Lunedi ore 13 arimessaggia. rispondo. Martedi ore 13 invia messaggio del giorno. Rispondo. Mercoledi ore 1259 mando messaggio io “Beh non scrivi? Orologio rotto? :-)” risposta alle 1630 “Non voglio correre”.

Io invece si più lontano possibile da lui.

 

E voi? Mi raccontate i vostri appuntamentidaincubo? Leggetevi quello di Micaela e partecipate al #tanaliberatutte

Arianna