Oggi è il mio tempo prezioso, la paura dell’inizio #aedidigitali

Ci sono momenti della vita che arrivano improvvisi, però li aspetti da sempre. Oggi è il mio inizio, è il mio tempo. Il momento prezioso della mia storia. E io ho paura.

Sono una che rimanda, all’infinito i propri progetti importanti, perché ho paura di fallire. Il fallimento mi annienta, l’idea di essere scoperta come impostora è una costante della mia vita. Parlo di realizzazioni professionali, ambizioni e sogni nel cassetto, l’essere libera di vivere i miei desideri senza sentirmi in colpa con tutto l’albero genealogico. Che le mie radici sono ingombranti, avvolgenti, spesso soffocanti. La definizione più corretta è terrorizzanti.

Sono nata  tra alberi grandissimi, millenari e purtroppo così alti da rendere difficile per me e le piccole piantine che germogliavano prendere sole per crescere solide. Per molto tempo sono rimasta accoccolata tra le loro radici, ingombranti ma protettive. I miei alberi mi guardavano con profondo amore e affetto, forse troppo severi e poco inclini a piegarsi per lasciarmi respirare aria fresca. Il mio posto era lì in mezzo a quei rami contriti tra la terra e l’erba. Alzare lo sguardo verso il sole mi sembrava un gesto insolente. Perché avrei dovuto? Non ero all’altezza.

Ora il problema erano proprio le radici, che invece mi spingevano a crescere verso l’alto. Perché spingevano in varie direzioni. E quando alcuni di quei tronchi invincibili hanno iniziato a piegarsi sotto il peso dei rami troppo pesanti e delle fronde troppo ricche un pezzo di cielo mi è apparso, il sole mi ha accecato. E sono rimasta attonita e spaventata dalla possibilità di innalzarmi fino a lassù.

Lassù io? La possibilità mi ha fatto girare la testa, era davvero possibile. E l’opportunità reale e concreta mi ha fatto cristallizzare lì accanto al mio grande tronco protettore, pregandolo di aiutarmi ancora. Per un po’. Ma le forse del grande albero non erano più etero-dirette, erano poche e concentrate nel non crollare. Plain and simple.

La tua fine è il mio inizio

Sarò all’altezza di tali esempi? Perché domenica mattina il mio cellulare ha squillato, ero a messa con Tommaso e Flavia. Ho visto dopo la notifica oltreoceano. Ho digitato il numero della segreteria, ho premuto 1 con il mal di pancia – l’ansia – e ho ascoltato una voce amata che mi annunciava il suo ritiro, la sua pensione possiamo dire, con una gioia e una sicurezza che ci era estranea da quasi due anni.

Ho iniziato a piangere, non per lei solare nella sua decisione, ma per me, perché era davvero il mio inizio. La luce brillava sopra i miei rami e le mie foglie, mi chiamava e io ho avuto paura. In quel momento così prezioso, io ho avuto timore per me, per il coraggio che sentivo dentro e l’infanzia che evaporava nel caldo del cielo aperto. Ero sola, davanti al mio tempo.

Il tempo è ora

Quando se non ora? Mi sono chiesta e ho continuato a domandarmelo mentre leggevo altre storie di inizio. Perché alfa e omega si toccano sempre e un giorno io sarò tronco centenario e radici fortissime, spero non ingombranti. Ma oggi sono io che scalo la vetta, arranco verso la luce per nutrire il mio io più ambizioso. E’ il mio tempo, lo so, di innalzarmi oltre il sottobosco delle ombre e dei chiaroscuri verso la solare visione delle mie prospettive.

E’ l’inizio che volevo e comincia da una fine, da una resa.

E’ la mia storia che racconto, sarà domani la storia di un’altra persona.

Questo post partecipa al progetto Aedi Digitali per tornare ad ascoltare narrazioni.

Arianna