Cosa fare a Parigi la sera in trasferta di lavoro

Tre giorni e due notti a Parigi per lavoro con dei colleghi italiani e francesi sono trascorsi con lunghissime passeggiate e cene in localini sfiziosi. Due serate gustose, solo… preparate le scarpe da ginnastica, questo è un viaggio da grandi!

Lunedi scorso abbiamo preso l’aereo per Parigi con una collega e un collega dei BigData per un corso di introduzione a dei nuovi strumenti digitali. Di lavoro vi anticipo non posso e non voglio parlare, se ne parla già troppo di web in giro, senza che io debba dare consigli qui.

Se ti interessa l’argomento puoi segnarti alla mia Newletter le pillole digitali direttamente in Home page.

Invece voglio raccontarti le serate in giro per la Ville Lumiere, ma prima di partire mettiti comoda: pantalone caldo e scarpe da ginnastica perchè Parigi è da girare a piedi, a notte fonda. Quando rimane una città viva e mai sopita, anche se è una città rumorosa e (sic) purtroppo parecchio sporca. E non credevo.

NOTA BENE: questo articolo è dedicato ai viaggi da grandi, senza figli. Sono due itinerati vissuti senza di loro e belli per questo.

PARIGI LA SERA: Notre Dame e il quartiere latino

Scarpe comode ai piedi e luce della sera che precipitava verso la notte e ci siamo incamminati dal nostro albergo dietro le FOLIE BERGERE, un teatro storico di Parigi, fino al Pantheon dietro al quartiere latino, passando per Notre Dame e la libreria meravigliosa Shakespeare & Company.

Ci siamo persi tra le luci e i palazzi di Parigi, vecchia, sfuggendo il Louvre e le Centre Pompidou per poco, senza farlo apposta. Ci guidava la voglia di visitare il quartiere latino, dietro la Sorbona.

Prima tappa, quasi obbligata ad ammirare Notre Dame.

Ci siamo fermati per un aperitivo al Cane che fumava, un bistrot da qualche parte sul nostro percorso e poi siamo entrati nella libreria più bella del mondo, o quasi:Shakespeare & CompanyE’ in legno, su due piani, arzigogolata e complessa, vecchia e scricchiolante, fitta fitta di libri, nuovi e antichi. Dal nulla spuntano stanze e passaggi segreti. E’ una magia di pagine e carta appena dietro Notre Dame, appassionatevi a lei, leggete i suoi post, ascoltate i suoi podcast e seguitela sui social. Non è solamente una libreria, è un luogo di sapere, di conoscenza condivisa, scoperta insieme.

 

 

 

Ci siamo poi arrampicati verso quel brutto monumento neoclassico che è il Pantheon, che neanche a Washington amano tanto le colonne e le cupole, e lì appena due metri, giaceva placido Port du Salut, un ristorante dove bere dell’ottimo vino e assaporare l’anatra con in sottofondo un pianoforte che suonava e la calda voce di una francese di origine egiziana. E’ stata una serata così parigina. 

 

PARIGI LA SERA: l’Arc de Trionfe e gli Champs Elyseè

Il giorno dopo abbiamo deciso di farci una passeggiata ai Campi Elisi, tempio dello shopping e della moda, sicuramente superficiale e poco colto. Ma si sa che a Cartier non si comanda.

L’Arco di Trionfo si staglia maestoso all’orizzonte mentre all’altro orizzonte si staglia la ruota panoramica, più alta dell’arco. Deve essere una mania mondiale questa della ruota, non le amo molto. Però capisco il fascino.

Abbiamo camminato per un kilometro tra boutique e Ferrari esposte da affittare a 90 euro per 30 minuti, il sacro di Chanel e il profano della Porshe insomma. Tra un pacchiano ristorante e il Lido, dove si balla il CAN CAN.

Puntatina plebea da GAP e siamo tornati in albergo per incontrare i colleghi francesi e cenare insieme.

Ho suggerito di provare un locale poco distante, il Floquifil, dall’aria legnosa, io adoro i ristoranti con le travi e le vecchie botti come arredamento. I proprietari sono corsi, la cucina deliziosa, delicata e francese. I vini sono davvero scelti e volendo si può anche gustare il Puilly-Fuisse.

 

Abbiamo ordinato il solito mix di fromages e carchuterie, formaggi e salumi, compreso un prosciutto d’oca fantastico. Io ho preso la maigret de canard, alcuni colleghi una tartare buonissima e ci siamo, infine, addolciti con KouignAmann, una burrosa ciambella di frolla bretone.

Il costo dei due ristoranti a persona si aggira sui 45-50 euro compreso dolce e vino. E ne valeva veramente la pena.

Li conoscevate?

Arianna