Sono una mamma stanca, diciamocelo

Sono una mamma provata dalla lotta continua con un figlio oppositivo, polemico e dispettoso. Sono stanca. Semplicemente. Si può dire? Si possono esprimere sentimenti negativi? Posso dire che non li sopporto? Perchè a volte il troppo stroppia. Una lamentela qualunque.

Sono giornate difficili, è un vero e proprio delirio di capricci, opposizioni, lamentele e conflitti fraterni. Un continuo. E non posso neanche minacciare come ai bei tempi dei miei “Come ti ho fatto, ti disfo”. Non si fa. Semplicemente non si minacciano i bambini con ricatti che poi non puoi mantenere, che li disorienta ancora di più, eppoi la fatica triplica, fidatevi. Perchè qui la fatica èinfinita: Tommaso, Flavia e Lorenzo più una sequela di impegni continui a cui mi sono sottoposta io, eh. Però… che voglia di lamentarmi con ogni orecchio disponibile.

Potrei scendere per strada e attaccarmi come una sanguisuga al primo passante e iniziare la sequela di “Eh però” solo che magari mi capita il turista giapponese e sarebbe subito #mainagioia. Ecco pure questo mi capita, nessuno vuole ascoltare le mie lamentele di mamma trina. Che in fondo me la sono cercata. Dai lo pensate un po’ tutti, o almeno parecchi.

E hai voluto fare il terzo? E di che ti lamenti? E come sei stanca… ma in fondo… SI IN FONDO me lo sono cercata, voluto appassionatamente e nutrito con amore immenso fin da subito. Però ho mantenuto il diritto alla lamentela. Ah non era difeso in qualche articolo della nostra amata e immarcescibile Costituzione? Acc, che qui in Italia tutelano tutti e tutto tranne la genitorialità lamentona.

Peccato.

Davvero peccato, che noi madri, combattenti in prima linea non si abbia mai un aiuto, un supporto, un cencio di diritto sociale dallo stato, con la s minuscola, mica è un errore. Datemi un numero verde, subito.

A casa mia il motto è “non mollare!”, altro sempreverde dei miei “chi si ferma è perduto!”. Solo che io voglio fermarmi, non pensare al cambio di stagione, all’estate che arriva e incombe con un sudoku di vita a incastri che manco Einstein, o Bartezzaghi. Ecco il Bartezzaghi… eoni che non lo compilo, con la matita in bocca mordicchiata perché non so la risposta alla definizione.

Mi manchi Bartezzaghi, potrei farci un sogno porno, anzi ecco un nuovo hashtag #bartezzaghiporn.

Mi manca la palestra. Cosa? Che vuol dire? No aspetta lo vado a leggere sul dizionario, mica ho capito che stai dicendo mi apostrofa la me devastata dalle liste.

Quali liste? Quelle dei TO DO ovviamente. Ne ho una per ogni ruolo che ricopro, anche se poi non mi ricordo dove le metto. Ne farò un’altra la lista dei To Do delle liste, che finirà nel cestello della lavatrice, come minimo.

Arriva Pasqua. Me ne sono accorta dai soliti post delle uova pasquali: come aprirli, come mangiarli e come riciclarli. Ma perchè li riciclate pure? Io me li mangio da sola, la notte, quando finalmente stanno zitti e russano, la musica più dolce del mondo, lo snoring infantile a(ltro che riciclo, anzi no riciclo emotivo. Se ve ne avanzano la mia email è bonzomamma@gmail.com).

Si snoring. perchè io lavoro, anche, in un ambiente dove gli inglesismi sono gergali, qundi inglesizzo pure a casa: delivero er pupo a judo, posto la figlia a danza e metto i tag a Nanùzz prima di uscire. Sono troppo agile? Agiail per gli intimi? Perchè per ogni uscita metto su un team ad hoc.

No perchè lavori pure, mi ha chiesto qualcuno ultimamente? Si, guarda un po’, e anche con soddisfazione. Solo che l’ho detto al turista francese sotto casa, pensando fosse il Prof Ing, mio marito e il concetto è espatriato parlando francese e non lo capirà nessuno.

Sono stanca. Mi merito un uovo di Pasqua enorme, con dentro un bonifico per una borsa di Cartier.

Perché sono una brava mamma, nonostante tutto, perché ce la metto tutta per arrivare a fine giornata senza sclerare con i miei 3 figli, perché a volte urlo, a volte li coccolo, a volte li vorrei strapazzare come le uova della english breakfast. Ma ce la metto tutta. Anche nei post lamentosi e così pietosi. Quando scende la sera e mi tocca dire no all’ennesimo Paw Patrol o ai pigiamini, che io sogno il mio di pigiamino. Per la cronaca non mi compro un pigiamo da quando rimasi incinta di Nanuzz, ecco lo aggiungo alla lista “Per me”. Dove sta la lista? Dove?

Vi saluto, cerco la lista… che troverò (forse) nella scarpiera, con le mille scarpe nella lista che vorrei ma non posso comprarmi, che prima ci sta la stanza nuova dei tre. Acc’.

Infine non mi consigliate di uscire da sola e cercarmi i miei spazi, li curo da me. Esco con le amiche, vado in viaggio. Il Prof. Ing. è un marito attento e premuroso. Solo che non basta a volte semplicemente.

Ecco mi sono sfogata. Capita, anche a noi madri che scriviamo online, che facciamo ennemila cose.

Arianna