Safari urbano: viaggio nel il Paese di tutti

Il Paese di tutti è un non luogo, un non pensiero e un non spazio, però esiste un modo per raggiungerlo, ve lo racconto nel mio primo Safari urbano, un nuovo modo di conoscere viaggiare per dimensioni geografiche sconosciute. Vieni con noi?

Esiste un Paese, lontano lontano, che è di Tutti, proprio di ciascuno di noi: è arroccato su una collina, cavalca le onde del mare, attraversa la campagna e corre verso la città. E’ un non luogo fisico, pieno di piazze, di strade e di vie affollate e serene, perchè gli abitanti possono tutto. Se ci arrivi, non sai come ci arrivi, sai che non è il Paese dei Balocchi, è del rispetto, dell’accoglienza, della tolleranza e dell’amore per l’altro.

Questa è la storia di un Safari Urbano verso il #paeseditutti che un giorno un Padre volle fare con il figlio piccolo… che ogni giorno appena sveglio, gli chiedeva di andarci perchè “Babbo io l’ho sognato”.

Il padre e il piccolo partirono una domenica pomeriggio di pioggia dalla loro casetta di cemento nel nulla di una grande città, pioveva forte ed entrambi avevano molta paura, quella dei tuoni e dei fulmini, quella che ti esplode dentro e vorresti solamente cercare un tavolo sotto cui rifugiarti, e attraversarono valli e monti e campagne e laghi. Finchè giusero a un molo, vecchio e sconocchiato.

Durante il cammino il Padre aveva preso sulle sue spalle il piccolo bambino, stanco di tutti quei passi bagnati e affaticati. Insieme ora guardavano l’infinito per chiedergli un passaggio verso il #Paeseditutti.

Ma il mare era agitato, ruggiva e ruggiava verso di loro, pieno di energia da liberare, non sembrava così disponibile a lasciarli passare. Allora il Padre e il figlio decisero di provare ad attraversare la città e cercare un passaggio segreto verso il #Paeseditutti.

E capitarono durante una grande festa, dove si ballava e si cantava, i fuochi d’artificio illuminavano il cielo ormai soleggiato. Il Padre e il figlio ballarono e cantarono, mangiarono e si saziarono di gioia e di felicità abbracciando gli altri.

Ebbri di felicità il Padre ed il piccolo continuarono la loro ricerca verso la collina, salendo per sentieri dritti e scoscesi. Ogni passo era faticoso alla fine della salita, si sudava e si beveva dalle borracce. Erano felici, stanchi e intorpiditi. Era sera e non c’era un rifugio all’orizzonte. Allora scesero la discesa e trovarono forse una piccola casa in lontananza dove chiedere rifugio.

Una vecchina aprì la porta laggiù e li fece accomodare. Passarono la sera parlando del Paese di tutti, lei c’era stata, era un corteo di cioccolata e bandiere, Americani e libertà. Era la possibilità di  un futuro prossimo, era di tutti perchè nessuno ne era escluso.

Il Padre e il figlio ascoltarono la vecchina e sorrisero con lei, poi capirono come arrivare al Paese di tutti anche loro, così… 

Saltando oltre la rete che offuscava l’orizzonte. Perchè il domani, oggi, non sembra di tutti, ma di pochi. Forse di nessuno. E il padre e il figlio tornarono indietro. A casa. Insieme. Quello per ora era l’unico #paeseditutti.

Arianna

Esercizio di scrittura creativa per gli #aedidigitali.