[#metrolibri] Amore e sesso nell’Antica Roma di Alberto Angela, la mia recensione

Inauguriamo la mia nuova rubrica con il libro hot di Alberto Angela, il sex symbol più amato d’Italia, Amore e Sesso nell’Antica Roma. Un saggio divulgativo sulle abitudini sessuali degli Antichi romani.

Da mi basia mille, deinde centum,

dein mille altera, dein secunda centum,

deinde usque altera mille, deinde centum;

dein, cum milia multa fecerīmus, conturbabimus illa, ne sciamus,

aut ne quis malus invidere possit, cum tantum sciat esse basiorum

Carme V del Liber di Catullo

Sono diventata una pendolare degli autobus e della Metro B di Roma e questo mi ha regalato la possibilità di leggere durante il tragitto da casa all’ufficio libri e libercoli. A parte un senso euforico di libertà nella lettura dalle urla dei miei figli per richiamare la mia attenzione, amo molto leggere durante quei 30-45 minuti che ci impiego per raggiungere la mia meta. Sono momenti preziosi di isolamento e di svago, si perchè io mi isolo completamente… potrebbe arrivare George Clooney accanto a me per invitarmi a cena e io non lo vedrei neanche. Eppoi stacco dallo smartphone e me lo dico da sola, ERA ORA. E ho scelto un testo impegnativo eh… Amore e sesso nell’Antica Roma di Albero Angela. 

MA COME, I ROMANI FACEVANO SESSO? SE LO DICE ALBERTO

Sarà vero, anzi verissimo. Alberto Angela è il nuovo sex symbol italiano, quindi, deve essere un esperto, ho pensato ironicamente (cercate in rete i meme di Albertone sexy c’è da morirne). Pensato e comprato. Ho scoperto che i Romani facevamo moltissimo sesso e di tutti i tipi: eterosessuale, omosessuale e con eunuchi. Ma toglietevi dalla testa che fossero liberi come lo intendiamo noi oggi. Esattamente l’opposto. Il sesso a Roma era una faccenda da uomini prima di tutto, era un modo per affermare la propria forza fisica sulla moglie, sulle amanti e sugli amanti e un veicolo di potere enorme sugli altri. Era quasi un dovere per gli uomini romani fare sesso, farne tanto per sentirsi “grandi”, machi.

E le donne?

Le donne delle classi elevate erano vergini fino al matrimonio eppoi succubi del marito a cui erano legate da interessi dinastici o economici nelle grandi case senatoriali, erano considerate solamente delle fattrici, però segretamente avevamo moltissimi amanti. E le classi più povere? Forse loro potevano amare più liberamente, ma le madri vendevano le figlie e i figli per sesso, anche se stesse. Insomma era un modo di fare cassa.

Le dinamiche dell’amore e del sesso erano, comunque, molto simili alle nostre se esistevano sexy shop, gli “attori” famosi come i gladiatori e le concubine, la costante attenzione al corpo esposto alle terme. Addirittura gli scrittori ci hanno tramandato racconti di operazioni di chirurgia estetica!

Le liberte (donne schiave liberate) erano sicuramente le più libere in senso moderno: potevano amare come volevano.

Roma e l’Impero erano insomma assai libertine con sex toys e bordelli ovunque e per qualunque cliente.

LA RECENSIONE DEL LIBRO

Pagine: da leggere 320

Capitoli:  12

Prezzo del tascabile in libreria 12,00 euro

Prezzo Amazon del tascabile 10,20 euro

Editore:  Mondadori e RaiEri

 

Il libro è organizzato per capitoli tematici dedicati ai diversi aspetti dell’amore a Roma, racconta una passeggiata nell’antica Capitale dell’Impero, dove Alberto il narratore e chi legge incontrano diverse persone e spiano diverse situazioni intorno a loro.

Ogni argomento, ogni episodio narrato è accompagnato da prove e fonti storiche come citazioni di scrittori o di resti antichi come dipinti, vasellame o piccoli oggetti arrivati sino a noi. Alberto Angela riesce ad informare senza risultare pesante come un tomo universitario però compie esattamente lo stesso lavoro: espone e fornisce le fonti per ciò che narra, intervista esperti dell’argomento. Il libro è un saggio completo sul sesso e l’amore romano scritto in tono leggero e divertente. A volte riesce a sfiorare l’erotismo mentre parla dell’incontro tra due corpi.

Alberto Angela è un bravissimo divulgatore scientifico che ha questa capacità rara di portarci a vivere esperienze storiche coinvolgendoci e riflettendo.

La lettura di Amore e sesso nell’Antica Roma non è impegnativa, ed è adatta a tutti dai 13 anni in poi.

Le parti che preferisco sono le chicche che Alberto ci racconta, ci svela. La più curiosa è stato scoprire che il corno napoletano, oggetto antiettarorio per eccellenza nel meridione, deriva da questo oggetto qui. 

Il fallo, infatti, era un potente antisfiga nella cultura romana, che veniva riprodotto in piccoli oggetti da appendere in casa, in pitture e quadri da appendere ovunque. Con l’avvento della Cristianità e la progressiva diminuzione di libertà sessuale verso la condanna morale di certe riproduzioni, il popolo ha trasformato il fallo nel cornetto, privandolo di ogni accenno fisico.

Io lo consiglio come lettura leggera da autobus e metro, per le domeniche di pioggia invernali.

PS Non è decisamente un libro per chi cerca ispirazione, anche se alcune delle posizioni del Kamasutra romano potrebbero essere interessanti..