La recensione del Vegetale con Rovazzi

Il film che non ti aspetti, quello con Rovazzi, al cinema dal 18 gennaio. Portateci i ragazzi, è una storia moderna e positiva. Ecco perchè >>

Il Vegetale è un film di Gennaro Nunziante con Luca Zingaretti e Fabio Rovazzi. Ripetiamolo insieme Fabio Rovazzi. Si (perdonatemi) proprio Fabio Rovazzi, Il perchè io, signorina pignoletti e snob quando si tratta di cultura, mi sia trovata ad organizzare un sabato pomeriggio al cinema per vederlo, si racchiude in una sola parola: madre di un ragazzino di 10 anni. Tommaso mi ha chiesto di andare insieme a vederlo, io per difesa ho invitato tutta la classe. E così ci siamo trovati in 4 adulti e 8 ragazzini a vederlo. Ho pensato “almeno soffro in compania”.

Forse perchè le aspettative erano assai bassine, vi confesso che l’ho trovato delizioso.

Si delizioso, un aggettivo delicato e tenero, positivo; l’elenco che sintetizza cosa secondo me dovrebbe rappresentare un film per ragazzini di questa età. Non è un capolavoro del cinema, sicuramente, eppure in qualche modo è un capolavoro di questo periodo immerso nella cultura digitale.

Il vegetale: la storia

Fabio è un neolaureato che trova esclusivamente lavoretti da fame, lavoretti che pagano poco e durano ancora meno. La sua famiglia è un amico con cui convive e una fidanzata che lo lascia. Un padre con cui non parla da 5 anni, con una compagna e una figlia di 9 anni, che Fabio non conosce. Il padre ha un incidente grave e Fabio, a questo punto, deve prendersi la responsabilità dell’azienda paterna e della sua famiglia.

Inizia, così, la trama del film che si srotola attraverso una carriera difficile ed inesistente nutrita dall’ego di un milionario “alternativo” così simile a certi manager odierni, un affetto crescente verso una sorella sconosciuta, un amore sorprendente e normale per una maestra dagli occhi chiari e un futuro pieno di incognite e buchi neri.

Fabio crede negli altri e ci prova, si impegna, non molla neanche quando il denaro è poco. E’ onesto, pulito e disincantato come molti ragazzi della sua generazione, come molti dei ragazzi che lavorano con me.

Alla fine Fabio prende la responsabilità della sua vita e delle vite dei suoi familiari sulle sue spalle, visto che la società non lo aiuta, anzi. E anche quella del padre, in un finale dove ci si sporca le mani di terra, tutti.

Il vegetale un film per ragazzini

A parte il naming di azienda che ho trovato ridicolo FA’ BIO, ma sono copy e mi scandalizzo per l’uso dell’italiano. Il film è adatto ai bambini dai 9 anni in poi, semplicemente perchè quando si parla di lavoro in nero, denunce e lavoro, forse non capirebbero nulla. Però è guardabile anche dai più piccoli, nessuna scena inadatta, addirittura neanche un bacio.

C’è il mix del buono: cultura multirazziale, inclusività e accettazione dell’altro anche se ha sbagliato.

Ho giustamente apprezzato la scena in cui 3 manager cercano di rubare a Fabio Rovazzi il suo futuro, contando sull’ingenuità della sua età. Solo che questi ragazzi non sono ingenui, sono disincantati. E vince lui. Tiè.

Sarà che siamo un Paese in cui decidono gli 80enni, sarà che il futuro dei ragazzi ce lo siamo mangiato tanti anni fa, a me questo film in cui un ragazzo giovane aiuta gli altri a capire che il futuro ce lo si costruisce da soli, rispettando le leggi, è piaciuto.

Non c’è un finale da urlo e da supereroi, vince la normalità. Che per un 24enne è già una grande vittoria. E’ un finale agrodolce certo, ma ai ragazzini è piaciuto moltissimo.

Andateci a vederlo, è un bagno di realtà anche per noi genitori.