La recensione di Avengers Infinity WAR

Dopo tanta attesa eccolo il film più mortale del Cinematic Marvel Universe, vi racconto un’esperienza emozionante, piena di colpi di scena entusiasmanti e angoscianti. Spoiler Alert: nel post cercherò di evitarli, ma non posso promettere nulla. Comunque non adatto a bambini sotto i 6 anni.

Ovviamente presenti al primo spettacolo del Cinema Moderno ore 14:55, tutti e 5. Siamo dei veri esperti del Marvel Cinematic Universe, non abbiamo mai perso un film, un personaggio. Immaginate il nostro entusiasmo nell’attesa. Anzi il loro (Tommaso, Flavia e Lorenzo), io già alle 1400 pensavo di aver sbagliato tutto… tanto non riuscivano a stare calmi nell’attesa.

Comunque siamo entrati e non saremo mai più gli stessi, almeno sino a Antman 2.

Avengers Infinity WAR: la fine o l’inizio?

Il fim dura 2 ore e 40 minuti, ma non si avverte stanchezza nel guardarlo, talmente tanti sono i personaggi e gli eventi che capitano. Ci sono quasi tutti i nostri eroi e i cattivi che ci aspettiamo. E ci sono anche delle bellissime sorprese come Tyrion Lannister nel’altissimo personaggio di un Nano spaziale.

Ci sono baci e battaglie, epici duelli ed epiche morti.

CI sono dei ed eroi, ci sono cattivi. No, il bello e il brutto di questo film è che Thanos non è cattivo, non nel senso tradizionale del termine. E’ uno che cerca l’equlibrio delle risorse rispetto alla popolazione, è contro lo sfruttamento selvaggio delle risorse. Quindi è cattivo? A tratti anche malvagio. Ma a tratti no, è un’anima angosciata (mandatelo in TSO magari… la prevenzione raga!)

Thanos ha una famiglia e due figlie che ama e odia. Quale padre non lo fa? E come ogni padre da inizio alla vita e a volte desidera finirla. Questo è un padre psicotico con un senso di onnipotenza da psicanalista, ma davvero non è cattivo nelle intenzioni. E questo mio figlio lo ha chiamato imbroglio.

E’ una fine o un inizio di un universo Marvel diverso questo film? E’ sicuramente un esperimento di trasformare la realtà in altro, di dare un obiettivo diverso alla vita, di semplificarla. Ma l’eccessiva semplificazione uccide la trama in un film. Qui no, qui crea lutti dolorosi.

Non esistono bianchi o neri, insomma, solo grigi lacrimevoli.

Avengers Infinity WAR: non un unica lettura

Un aspetto che entusiasma è il multilivello di lettura possibile: ironico, pieno di citazioni anni 80, 90 e generoso anche con i millenials.

Le promesse di eroi futuri che arriveranno direttamente dagli anni 40 del fumetto e donne. Io non capendo ho chiesto a due 14enni. Loro sapevano io no. Parlo di Capitan Marvel. Cercatevela. E scoprirete la lettura femminista dei film Marvel.

Un film godibile da bambini e adulti perchè racconta storie diverse e comprensibili a qualunque età.

E questo è veramente difficile da realizzare. Però…

Non è un film per bambini

Non lo è, non nel senso classico. Non esiste il lieto fine. Fa male, fa molto male. E’ un impatto con la realtà duro e inaccettabile (sono due ore che ancora non mi riprendo).

Se volete portarci i bambini, non al di sotto dei 6 anni e devono essere abituati a film e finali che deviano dalle aspettative. Poi sicuramente si riprendono, amano e aspettano il prossimo (esce a maggio 2019), però forse avessi saputo prima ci sarei andata col Prof Ing e dopo con i bambini.

Scegliere è difficile

Le sei gemme dell’infinito sono legate a una scelta di vita, di campo. Scelta che Thanos e Dottor Strange e Visione fanno. Scelte dilanianti tra bene e male, giusto e sbagliato. Però la propspettiva è sempre soggettiva nella scelta. Non esiste l’assoluto. Esiste l’umanità e la debolezza. Quanta debolezza negli eroi di questo film e nei cattivi.

Infine un applauso alla Marvel per aver evitato spoiler veritieri. Entrate al cinema e non saprete mai come finisce.

E’ un film che ci promette molto nel 2019.

Ora scatta l’attesa… e ve possino. Vorrei potervi odiare e non posso.

Tecnicamente è un film molto buono, i personaggi non crescono. Ma sono 80. E’ impossibile.

Comunque fatemi sapere cosa ne pensate.

Noi gli diamo 9. Un voto che diamo di malavoglia, ma ne vale la pena.

A volte soffrire è l’unico modo di crescere e imparare.