Le storie della BonzoFamily: la vecchia

“Papo telefono” “Chi e’?” chiedeva il Nonno con le Ali? “Nonna…” “Ah la vecchia” cosi’ chiamava la madre, il padre della Bonzomamma, da sempre quindi in famiglia veniva e viene ricordata. Oggi Bonzomamma ha parlato della nonna in un’occasione cosi’ incidentale da sembrare fatale e mille ricordi l’hanno travolta. Sono ricordi un po’ urticanti, un po’ dolorosi, un po’ tristi, mai indifferenti e mai purtroppo allegri. Pero’ ci sono e sono un peso da lasciare andare al vento del tempo, che ormai la vecchia e’ andata via, il Nonno con le Ali anche e molti di quei fantasmi li’ non hanno piu’ una casa. Pero’ Bonzomamma non vuole neanche dire addio cosi’ senza ricordare e senza raccontare al suo mondo chi e’ stata la sua nonna, dura, ingombrante e volitiva. Questa donna dal passato misterioso fatto di diamanti grossi come noci e canguri nella pampa, fanatasiose memorie di un viaggio in Argentina per trovare dei fratelli altrettanto fantasiosi, nasce in una osteria di un paese marchigiano come cameriera benvoluta, di prima non si hanno notizie se non una lampante apparizione di due nipoti di un fantomatico fratello, al suo 98ttesimo compleanno, mai poi riapparsi. E nasce la sera in cui Il Nonno dagli occhi blu appare su un cavallo bianco si innamora di lei tra un bicchiere e l’altro e subito fuori, a cavallo la chiede in sposa. Ehm… il Nonno era un noto beone e dongiovanni non si ha notizia di un cavallo bianco che non fosse un asino, e probabilmente la nonna gliela diede subito per poi farsi sposare immantinente… cosi’ a naso. pero’ vogliamo mettere il romanticismo di sposare un principe che la porta a Roma e la rende madre di 5 splendide figlie fino ad arrivare all’agognato maschio… lei ha 40 anni un figlio perso 4 figlie prima, il terrore di perdere anche questo la spinge a tenerlo chiuso dietro a un vetro a guardare le sorelle giocare fuori, i suoi occhi diventano spenti, la paura gli attanaglia il cuore, il bambino sognato diventa un bambino terrorizzato dal mondo, da mostri non suoi e da fantasmi seppelliti in un paese lontano. Lei pero’ per questo pargolo vuole il meglio… la scuola piu’ cara di Roma, solo che nelle foto di classe questo ragazzo ha le giacche piu’ grandi delle sue spalle e cravatte paterne, gli occhi bassi e sembra volersi nascondere dietro gli altri. Non importa l’universita’ la fara’ Economia. Mai conclusa ovviamente, questo ragazzo forse uomo, forse no, tenta di trovare una sua strada lontano a Milano, ma non ce la fa. Torna a casa. La Vecchia mugugna, smadonna probabilmente e gli trova un posto in banca, li’ l’adorato erede conosce Motherpillar e se la sposa. E queste due donne certamente non proprio indifferenti iniziano una lotta che finira’ solamente quando la Vecchia ormai 97enne decidera’ di lasciare casa della figlia per recarsi in una casa di cura per anziani facoltosi, “che la zia mi tortura…” dira’ a due increduli nipoti, Bonzomamma e ZioFanatico. Ecco che poi il resto dei ricordi scorre tra le continue baruffe tra le due, i tentativi di portare dalla sua il figlio, ormai traghettato ad altro potere femminile. La Vecchia… che lasciata dal marito, emigrato a Roma senza dare piu’ notizie, con due figli sola al paesello, prese armi e bagagli e giunse qui, se lo riprese, lui con un’altra e la bottiglia a fargli compania. Si mise a stirare a pagamento, conobbe la moglie di uno importante e chiese in ginocchio un lavoro per il marito… che ottenne. Lei che lotto’ sempre per emergere, che apri’ un alimentari, ebbe una casa a Via Giulia, che perse tutto e ricostrui’ che, si dice, ha fatto la cartomante e forse la cravattara… lei, che si dice, aveva origini rom e fosse una fattucchiera… lei che ha sposato la maggiore a un ricco americano, che e’ fallito dopo pochi anni, ma che le regalo’ un viaggio per mare verso New York in compagnia degli Agnelli, lei che sposo’ le altre figlie bene… lei che ha seppellito una figlia nel 70 per tumore al cervello, il marito amato e odiato nel 76, che anno dopo anno ha visto volare via un’altra figlia devastata da dolori e frustrazioni di troppa intelligenza mai soddisfatta, alla fine ha visto anche il figlio adorato, una mattina di 15 anni fa, ormai, steso su un letto senza piu’ respiro e invece di morire sul colpo come temeva Bonzomamma, ha estratto un rosario dalla manica (mai vista in chiesa) e ha iniziato a sgranare litanie. Lei alla fine se ne e’ andata a 100 anni, con in tasca il telegramma di Ciampi, un bacio al collo dato a Bonzobabbo, “finalmente sta mia nipote si e’ sistemata, se la sposi… per favore” gli disse implorante, (thanks vecchia penso’ Bonzomamma con la voglia di strozzarla), un gaypride a new york alla veneranda eta’ di 92 anni “erano tutti vestiti allegri… mi sa che erano gay!” raccontava senza scandalizzarsi e divertendosi terribilmente, con le foto dei tanti nipoti e bisnipoti e con due orecchie enormi da elfo su un corpo ormai diventato piccolo piccolo. Al suo funerale i nipoti hanno riso tanto, parlato e ricordato… il prete parlava e nessuno veramente lo ha ascoltato… si pensava alle leggende metropolitane della vecchia, ai figli che aspettandola lassu’ l’ avrebbero bastonata… al fatto che una figura mitica non c’era piu’ e adesso a chi le raccontiamo le storie piu’ assurde?
A Bonzomamma rimane un diamante ricevuto alla sua nascita che dovefa essere un maschio, ma vabbeh… sara’ per il secondo, pure lei femmina… una pianta finta a forma di cactus rotondo regalo vendicativo dei suoi alla vecchia, ritortato dalla stessa a Bonzomamma anni dopo… come regalo di famiglia e forse una piccola nostalgia di una vecchietta che negli ultimi anni ascoltava le avventure di nipoti single, diversi senza giudicare ma ridendo con loro.

Ciao vecchia, enjoy!

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Arianna

2 pensieri su “Le storie della BonzoFamily: la vecchia

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Le storie della BonzoFamily: la vecchia

“Papo telefono” “Chi e’?” chiedeva il Nonno con le Ali? “Nonna…” “Ah la vecchia” cosi’ chiamava la madre, il padre della Bonzomamma, da sempre quindi in famiglia veniva e viene ricordata. Oggi Bonzomamma ha parlato della nonna in un’occasione cosi’ incidentale da sembrare fatale e mille ricordi l’hanno travolta. Sono ricordi un po’ urticanti, un po’ dolorosi, un po’ tristi, mai indifferenti e mai purtroppo allegri. Pero’ ci sono e sono un peso da lasciare andare al vento del tempo, che ormai la vecchia e’ andata via, il Nonno con le Ali anche e molti di quei fantasmi li’ non hanno piu’ una casa. Pero’ Bonzomamma non vuole neanche dire addio cosi’ senza ricordare e senza raccontare al suo mondo chi e’ stata la sua nonna, dura, ingombrante e volitiva. Questa donna dal passato misterioso fatto di diamanti grossi come noci e canguri nella pampa, fanatasiose memorie di un viaggio in Argentina per trovare dei fratelli altrettanto fantasiosi, nasce in una osteria di un paese marchigiano come cameriera benvoluta, di prima non si hanno notizie se non una lampante apparizione di due nipoti di un fantomatico fratello, al suo 98ttesimo compleanno, mai poi riapparsi. E nasce la sera in cui Il Nonno dagli occhi blu appare su un cavallo bianco si innamora di lei tra un bicchiere e l’altro e subito fuori, a cavallo la chiede in sposa. Ehm… il Nonno era un noto beone e dongiovanni non si ha notizia di un cavallo bianco che non fosse un asino, e probabilmente la nonna gliela diede subito per poi farsi sposare immantinente… cosi’ a naso. pero’ vogliamo mettere il romanticismo di sposare un principe che la porta a Roma e la rende madre di 5 splendide figlie fino ad arrivare all’agognato maschio… lei ha 40 anni un figlio perso 4 figlie prima, il terrore di perdere anche questo la spinge a tenerlo chiuso dietro a un vetro a guardare le sorelle giocare fuori, i suoi occhi diventano spenti, la paura gli attanaglia il cuore, il bambino sognato diventa un bambino terrorizzato dal mondo, da mostri non suoi e da fantasmi seppelliti in un paese lontano. Lei pero’ per questo pargolo vuole il meglio… la scuola piu’ cara di Roma, solo che nelle foto di classe questo ragazzo ha le giacche piu’ grandi delle sue spalle e cravatte paterne, gli occhi bassi e sembra volersi nascondere dietro gli altri. Non importa l’universita’ la fara’ Economia. Mai conclusa ovviamente, questo ragazzo forse uomo, forse no, tenta di trovare una sua strada lontano a Milano, ma non ce la fa. Torna a casa. La Vecchia mugugna, smadonna probabilmente e gli trova un posto in banca, li’ l’adorato erede conosce Motherpillar e se la sposa. E queste due donne certamente non proprio indifferenti iniziano una lotta che finira’ solamente quando la Vecchia ormai 97enne decidera’ di lasciare casa della figlia per recarsi in una casa di cura per anziani facoltosi, “che la zia mi tortura…” dira’ a due increduli nipoti, Bonzomamma e ZioFanatico. Ecco che poi il resto dei ricordi scorre tra le continue baruffe tra le due, i tentativi di portare dalla sua il figlio, ormai traghettato ad altro potere femminile. La Vecchia… che lasciata dal marito, emigrato a Roma senza dare piu’ notizie, con due figli sola al paesello, prese armi e bagagli e giunse qui, se lo riprese, lui con un’altra e la bottiglia a fargli compania. Si mise a stirare a pagamento, conobbe la moglie di uno importante e chiese in ginocchio un lavoro per il marito… che ottenne. Lei che lotto’ sempre per emergere, che apri’ un alimentari, ebbe una casa a Via Giulia, che perse tutto e ricostrui’ che, si dice, ha fatto la cartomante e forse la cravattara… lei, che si dice, aveva origini rom e fosse una fattucchiera… lei che ha sposato la maggiore a un ricco americano, che e’ fallito dopo pochi anni, ma che le regalo’ un viaggio per mare verso New York in compagnia degli Agnelli, lei che sposo’ le altre figlie bene… lei che ha seppellito una figlia nel 70 per tumore al cervello, il marito amato e odiato nel 76, che anno dopo anno ha visto volare via un’altra figlia devastata da dolori e frustrazioni di troppa intelligenza mai soddisfatta, alla fine ha visto anche il figlio adorato, una mattina di 15 anni fa, ormai, steso su un letto senza piu’ respiro e invece di morire sul colpo come temeva Bonzomamma, ha estratto un rosario dalla manica (mai vista in chiesa) e ha iniziato a sgranare litanie. Lei alla fine se ne e’ andata a 100 anni, con in tasca il telegramma di Ciampi, un bacio al collo dato a Bonzobabbo, “finalmente sta mia nipote si e’ sistemata, se la sposi… per favore” gli disse implorante, (thanks vecchia penso’ Bonzomamma con la voglia di strozzarla), un gaypride a new york alla veneranda eta’ di 92 anni “erano tutti vestiti allegri… mi sa che erano gay!” raccontava senza scandalizzarsi e divertendosi terribilmente, con le foto dei tanti nipoti e bisnipoti e con due orecchie enormi da elfo su un corpo ormai diventato piccolo piccolo. Al suo funerale i nipoti hanno riso tanto, parlato e ricordato… il prete parlava e nessuno veramente lo ha ascoltato… si pensava alle leggende metropolitane della vecchia, ai figli che aspettandola lassu’ l’ avrebbero bastonata… al fatto che una figura mitica non c’era piu’ e adesso a chi le raccontiamo le storie piu’ assurde?
A Bonzomamma rimane un diamante ricevuto alla sua nascita che dovefa essere un maschio, ma vabbeh… sara’ per il secondo, pure lei femmina… una pianta finta a forma di cactus rotondo regalo vendicativo dei suoi alla vecchia, ritortato dalla stessa a Bonzomamma anni dopo… come regalo di famiglia e forse una piccola nostalgia di una vecchietta che negli ultimi anni ascoltava le avventure di nipoti single, diversi senza giudicare ma ridendo con loro.

Ciao vecchia, enjoy!

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