Terribili i due anni… poi arrivano i 3

Due anni, i cosidetti terribili due anni, l’età del NO e del MIO, l’età dei capricci e delle opposizioni. Insomma il calvario delle madri. Prima avevi questo fantastico frugoletto, tutta morbidezza, carezze e sorrisi e così un giorno ti ritrovi una iena urlante, ghignante e frignante… e rivaluti la teoria dei rapimenti degli alieni, o dei baccelloni... 

No è sempre tuo figlio, sangue del tuo sangue… l’hai fatto tu, ma non lo puoi sfare, per la cronaca era la frase favorita di mia madre.

Cosa è successo? 

E’ entrato nella fase dei due anni quando si fanno le prove di autonomia sfidando l’unica autorità divina che si conosce: i propri genitori. Capricci, urla, no furibondi a quella maglietta così carina, a quel giocattolo, a venire in braccio, a uscire anzi a stare dentro casa, a mangiare la verdura e così via. 
Attenzione mamme… la discesa è a precipizio in alcune giornate, si inizia la mattina e non si finisce magari fino alla mattina successiva. 
Le crisi sono alternate o magari continue, non c’è una regola. Ogni bambino reagisce ed agisce a modo suo, secondo il suo carattere e indole. 

E noi mamme?

E noi mamme viviamo un periodo difficile dopo l’innamoramento iniziale e soprattutto dopo esserci abituate ad un ritmo e ad un modo di essere. Il cambiamento, spesso repentino, dei due anni ci lascia provate, avvilite e maledettamente inadeguate.
Le domande che ci facciamo sono sempre quelle… che ci continueremo a fare per tutta la vita: 

  • dove ho sbagliato? 
  • che cosa ho fatto di male?
  • perchè non è come gli altri?
E soprattutto avrò fatto abbastanza? 

A meno che tu non sia una serial-killer, una sociopatica o una donna con seri problemi di nevrosi sappi che non hai fatto nulla di sbagliato, ogni bambino ha questa fase e soprattutto SI HAI FATTO ABBASTANZA. 


Eppoi sono 3 anni

E un giorno quando sarai venuta a patti con i no, le urla e i capricci e quel MIO, arriveranno i 3 anni, la socializzazione, la scuola dell’infanzia, il primo vero distacco. E non sarà più semplice, anzi. 
E rimpiangerai quell’esserino viola in faccia sdraiato sul pavimento mentre ululava frasi smozzicate. Si perchè essere mamme sembra sia un pò una giostra, una montagna russa. Curve, salite e discese, giri della morte e rapide. Non si scende e non si ferma. Mai. 
Crescono i neonati e partono per il campo scuola come i gemelli oggi, ansiosi ed entusiasti. E io mamma resto giù a fissare un finestrino scuro cercando gli occhi del mio bambino, e trovandoli che scivolano via verso i compagni, verso il panorama, verso il futuro. E io sono lì sotto, l’ho accompagnato fino a qui, gli ho dato i migliori strumenti per vivere questa avventura, gli ho dato la mano per strada ma lui me l’ha lasciata sulle scale del pullman. 
A me resta il nanuzz, due anni di solida testardaggine, di no continui e di mamma morboso. Un bambino totalizzante, un acrobata muto se non per poche parole, armato di gesti parlanti, un mimo fisico e invadente, che mi corre tra i piedi e si oppone a tutto, sempre cercando mamma. Un duenne che non si vuole staccare ma si vuole staccare. 
In piena crisi dei due anni e dei 7 anni da queste parti, me la cavo come posso. Sempre inadeguata e sempre consapevole che la crisi dei 2 ci vuole, è sana. E’ il primo passo verso quel campo scuola, verso gli amici, verso l’interrail. 
Arianna

Arianna

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