Genitori col distintivo: i bambini hanno bisogno di poche e chiare regole.

Chi porta i pantaloni in casa mia? Parliamone, anzi sfoghiamoci, anzi mi sfogo io. E’ finita la scuola, nanuzz ha avuto la diagnosi dei test logopedici e io sto sotto al peso dei giudizi di medici, medicastri e mediconzoli. 
Avete presente quando chiunque si sente in grado di giudicarvi? Si che lo sapete siete madri, chiunque vi da consigli non richiesti… pure il garzone del fornaio. Si a me è capitato anche questo. 
Io però sono diversa, i giudizi qualunque non mi colpiscono. Ma per me il medico è una specie di guru della psicologia, della pedagogia e della psicanalisi. Che quando arrivo vicino a un dottore, non importa la specializzazione pure un reumatologo eh, divento incapace di razionalizzare e pendo dalle sue labbra, e non è George Clooney.
Nanuzz non parla perchè essendo un altro genio… (niente ci ho provato a farli stupidi, giuro, questo lo volevo terra terra, veramente un villico macho. Ci speravo proprio… e invece mi vengono così involontariamente tra il bambino indaco e Einstein in miniatura) ha deciso che finchè non parlerà come tutti noi non parlerà proprio. “E’ un perfezionista, signora” mi ha detto la logopedista. “No guardi lui è quello villico, quello che mena, lui è quello semplice. Forse parla di quello grande. Lo guardi lui è banale quasi”. Lo sguardo pietoso che mi ha rivolto ve lo lascio immaginare. 


“Signora eppoi guardi con lei regredisce proprio, a livello neonatale”. 
(Eppoi dici allattalo fino ai 2 anni e mezzo che lo rendi autonomo e felice… e fai cospleeping che lo rendi autonomo e felice. E ste mode materne. )

Niente, ho taciuto, affogando soffocata da un senso di colpa omicida. 

“Signora i suoi no non l’aiutano a crescere. 
“Non sono brava a dire no, non mi sento una mamma buona”. Ho aperto le cataratte come in un gruppo di autoaiuto. Diluvio infinito di racconti ho propinato a quella poveraccia. (beh con qualcuno dovevo pur confidarmi. La dottoressa mi aveva giudicata e io tipo confessionale). 

Ne sono uscita a pezzi… io come madre e come genitrice che da i limiti e le regole chiare. Lo ammetto… non ho regole chiare nemmeno per me stessa, navigo a vista spesso. 
Dopo la confessione con la logopedista, è seguita confessione con la psicanalista. 50 minuti di “e io e perchè e percome”.
Poi mi sono confessata con le maestre del nido eppure con quella futura della materna, così ho giocato d’anticipo. Con i colleghi, con le amiche e il marito manco lo nomino mi ci confesso ogni sera. Una confessione collettiva. 


Capitela la mia crisi, io figlia di due sessantottini, io mamma consapevole e coscienziosa, io che ho letto tutta la letteratura per futuri genitori da “Amalo come non ci fosse un domani” a “Come crescere un bambino felice” alle collane di strane sette francesi di nicchie pedagogiche camussiane “Il segreto del bambino segreto, talmente segreto che se lo trovi diccelo”. 
Io che ho pure letto “Fate la nanna” di quella bestiolina di Estevil. 
Io, pozzo di scienza, e di consigli non richiesti alle mamme, io che alzo il sopracciglio quando una mamma vicino a me sbaglia. Io sono la prima a non aver capito una cosa: 

I pantaloni in casa li portano mamma e papà. 
Insomma meno chiacchiere e più distintivo. 

E cosi no ai paroloni da vocabolario Treccani (quando l’ho detto al dottissimo Bonzo momenti sparava un parolaccione degno del villico di cui sopra perchè “io parlo benissimo, mica ho 3 anni”). 
No alle spiegazioni su tutto e tutti, meno psicanalisi da battigia insomma. “Finalmente non faremo più quei discorsi importanti. Era ora!” Altra perla da sollievo del Bonzo. 
Poche ma semplici regole, e tanta tanta tanta convinzione nel metterle in atto con coerenza.  

Per le regole ci siamo. Le abbiamo fissate insieme a BonzoBabbo: si mangia quello che c’è, si studia eppoi si gioca, dopo il gioco si rassetta. Poca tv e pochi videogiochi. A letto presto e ci si lava come si deve.  


La parte difficile resta la coerenza, fare la mamma col distintivo convinta. Ogni volta che li sento frignare mi si torce lo stomaco e correi a dire subito “Si”. 

Neanche i miei si aiutano a crescere. 

Sempre peggio, lo so che lo state pensando. E vi capisco. 


Forse tornare con i piedi e le parole per terra, invece ci aiuterà. 

E aiuterà quel piccolo imperatore senza parola che è nanuzz a parlare da piccolino, libero di sbagliare perchè conosce i confini di ciò che può fare e non fare. 

Consigli? Mamme con no forti e distintivi convinti?

Arianna… 

Arianna

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