Esercizi per genitori #1: Provare a vedere le cose con gli occhi dei nostri figli

Diventare genitori è un duro lavoro, e con la sporca dozzina di esercizi di Straordinariamente normale,  uno a settimana, si acquisisce consapevolezza del nostro ruolo di educatori. Ho deciso di mettermi in gioco e di provarci, il primo? Esercitare l’empatia per rispettare i nostri figli.

“Cercate di immaginare il mondo dal punto di vista di vostro figlio, mettendo intenzionalmente da parte il vostro. Fatelo ogni giorno, per qualche istante, per ricordare a voi stessi chi è questo figlio e che cosa affronta nella vita.”

Myla e John Kabat-Zinn nel loro libro “Benedetti genitori; guida alla crescita interiore del genitore consapevole”.

Ogni giorno che passa mi riempio la testa di colpe e di inadeguatezze sul mio essere madre, non lo faccio apposta, mi disegnano così, tanto che continuo la mia psicanalisi proprio per superare queste complessità quotidiane che mi rendono difficile apprezzarmi, autovittima incensata di un perfezionismo mammesco inesistente. Succede a me, ma succede a tutte noi. Continuamente. Lo ascolto dalle mie amiche, lo leggo su Facebook, lo esorcizzo con ironia e sarcasmo, però è sempre lì, che mi barrica la tenerezza e mi tiene ostaggio di una ricerca della perfezione che mi crea soltanto frustrazione. Ah… le aspettative impossibili quanto male ci fanno.

Errando per il web, alcuni anni fa, scopri l’esistenza di Straordinariamente normale, il blog di Barbara Laura Alaimo, una pedagogista in gamba, trimamma come me e molto attiva sui social. Amo Barbara, perchè è delicata e piena di rispetto per l’interlocutrice. Amo i suoi racconti di maternità, gioiosa e stanca. E’ realista e tenera. E’ l’amica che chiamerei mille volte al giorno fossimo vicine.

Così la scorsa settimana, stanca di vivere in trincea con me stessa per una serie di ottime ragioni, ho deciso di riaprire quel blog e cercare gli esercizi per genitori consapevoli: una sporca dozzina tratta Benedetti genitori; guida alla crescita interiore del genitore consapevole” di da Myla e John Kabat-Zinn.

Esercizio #1: provare a vedere le cose con gli occhi dei nostri figli

Aprirsi all’ascolto dei nostri figli per capire cosa sta succedendo dentro di loro senza giudizi e senza pensieri nostri a vestirli, non è semplice. E’ difficile. Non ve lo nascondo.

Bisogna decidere consapevolmente di farlo, mantenere la concentrazione sui propri pensieri e sulle proprie reazioni. Controllarsi e ascoltare con empatia. Come spalancare le porte della nostra anima, del nostro intuito materno che spesso ci suggerisce la risposta migliore.

Ho praticato questo esercizio per un’ora ogni pomeriggio nell’ultima settimana con Tommaso e con Lorenzo, perchè Flavia la capisco di più, siamo più simili.

Tommaso e il sindacato

Mio figlio di 8 anni sembra essere programmato per dire no, per ostacolare con osservazioni pungenti ogni buon proposito genitoriale. Mio figlio indispettisce spesso gli adulti che lo circondano, in impeti di ribellione nascosta sotto beffarde osservazioni che istigano reazioni.

Cosa ho fatto: ho scelto di non arrabbiarmi, di non rispondere a tono, di non sgridare. Ho scelto di osservare quando agiva così, cosa apparentemente scatenava queste sue reazioni, se erano sempre situazioni simili o meno, l’ho abbracciato più spesso. L’ho contenuto con le coccole.

Poi ho chiesto come stai? E ascoltando le sue motivazioni, ho ricordato come stavo io alla sua età nelle stesse condizioni. E’ successo anche a me. Non mi sentivo protetta da piccola io, non ero contenuta. Succede forse anche a lui? Non ne sono certa. Ma l’ho abbracciato.

Mi sono inginocchiata per abbracciarlo, ma ho tenuto il punto. 

Lorenzo e la libertà di essere piccolo

Semplicemente Nanuzz non accetta i no, le regole e gli stop. Piange e si dispera.

Ammetto che con lui parlare non è semplice, dato il suo ritardo nel linguaggio a 3 anni. Il nostro principale canale di comunicazione sono le coccole e gli abbracci, il toccarsi.

Cosa ho fatto: se capitava in quell’ora quotidiana, lo abbracciavo e lo coccolavo, ho seguito il flusso di emozioni che mi suscitava. Gli sono stata vicina.

Si è arrabbiato moltissimo perchè durante una conta ha vinto la sorella e lui è arrivato secondo. Ho coccolato quel secondo posto, ma è rimasto tale. Oggi che toccava a lui, appunto, era tutto contento.

Oggi si chiude la settimana, lascio che l’ascolto empatico dei miei figli galleggi dentro di me, senza giudicarli. Non è personale, sono bambini, persone in formazione, che meritano il più alto rispetto, perchè crescere è faticoso, lo so bene io, la loro mamma che continuo a crescere ogni giorno. E mi ribello, come fa Tommaso. E mi arrabbiò come fa Lorenzo davanti ai no.

Vi invito a provarci anche voi, è una sfida. La cogliamo insieme?

Intanto studiamo l’Esercizio per genitori #2: Come ci vedono i nostri figli.

Arianna

2 pensieri su “Esercizi per genitori #1: Provare a vedere le cose con gli occhi dei nostri figli

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