I sogni al tempo del Coronavirus o quando Freud ti spiccia casa

Gli esperti sono concordi, al tempo del COVID-19, si sogna moltissimo. Ma cosa si sogna? Scopriamolo insieme… o cosa sognano i nostri figli? Si perchè dopo una digressione su noi adulti si parla soprattutto dei bambini e adolescenti in questa quarantena di infinito limbo.

Cosa sogni o sognatore?

Gli esperti delle università mondiali sono concordi, ai tempi del lockdown mondiale la gente sogna molto di più, di più, di più del solito. Ma il conquibus è cosa sogni o sognatore?

Che il sogno ti definisce, il sogno libera la tua vera essenza e i tuoi veri desideri, se preferite un linguaggio più alto lascia senza catene indotte il tuo inconscio inascoltato durante il giorno. Che poi… inascoltato da chi? Che siamo tutti soli in noi stessi, quale miglior periodo di dirsi le cose? Ma pare che non siamo capaci.

Allora che sogni sognate? Perchè io sogno troppo, poi di tutto. Tutto brutto. Che il mio inconscio non sia troppo contento e non me lo voglia dire alla luce del sole?

E’ stato come risvegliarsi da un brutto sogno. Ecco io non lo posso più dire.

Oggi mi sono svegliata alle 4 e 40 dopo aver sognato il 4 maggio: c’erano le macchine in doppia fila e gente ovunque, senza mascherina. Vedevo in ogni angolo persone per mano e che si baciavano, amici che si scambiavano virus, insomma. Mi sono accigliata e spaventata, mi è venuta l’ansia nel sonno, ho aperto gli occhi da pazza.

Poi sogno il lavoro, in continuazione, come se non ne avessi durante lo smart working. Come se mi mancasse e non avanzasse per il giorno dopo.

Infine sogno spiagge libere chiuse per COVID-19. Ma il cartello è in un inglese cattivissimo FORBIDDEN. Almeno quello è imparare un’altra lingua.

Poi sogno mia madre, che si lamenta e mi sgrida. Pure?

Sognare, ai tempi del coronavirus, è faticoso e deprimente per me: mancano contenuti di bellezza, di sesso sfrenato, di viaggi o di pizze con amici o che ne so… un panetto di lievito di birra, mi accontenterei.

E’ che forse abbiamo sepolto i nostri desideri oltre l’inconscio, in un antro ancora più oscuro? Sconosciuto anche a Freud, perchè mio caro viennese… tu queste cose te le sognavi.

Sognavi di avere sogni così da analizzare, invece no a te, a noi si.

Con taccuino e matita me li segno la mattina, aspettando il colpo di genio durante il giorno che mi illumini sul loro significato. Solo che non arriva. E’ che questa quarantena ha tolto i desideri e le identità certe della distrazione continua.

Si è soli, davvero. Soli come mai prima di oggi, che pure la guerra dice la mamma di una mia amica era meglio… perchè si era uniti.

Oggi siamo soli che gli abbracci ci fanno paura anche nei sogni.

I sogni dei bambini? Ma lo fanno?

I miei 3 figli negano di sognare, le loro notti sono però faticose come le mie. Lorenzo è tornato a dormire da noi ogni notte, i gemelli cercano la compagnia mentre si preparano per la notte e non manca mai un “Mamma ci spegni tu la luce?”.

E mamma lo fa, che sono soli anche loro, persi in uno schermo, una partita a Minecraft, agganciati alle stories di Whatsapp per cercare conferme. Sognare alla loro età è costruire le basi della personalità. Invece litigano solamente con me, che col padre non ci si riesce.

Non sognano i bambini. Freud pure qua, inizia a spiccià. Ci vogliono gli esperti per capire che non capiamo cosa succede e chi saremo nel prossimo futuro?

Sono troppo pessimista? Forse si, me lo auguro davvero, eppure senza una narrazione collettiva diversa, da villaggio che li aiuta a crescere e a costruire qualcosa di umano da questa esperienza i nostri figli… non avranno un inconscio collettivo comune alla Jung.

Sognare da soli

Sognamo dunque prevalentemente paure? E’ fenomeno comune che la paura della morte, esorcizzata per troppo tempo, è tornata di colpo in una vita che non la comprendeva.

Convivere con il COVID-19, vorrà dire abbracciare di nuovo le paure, includerle nel vissuto quotidiano come normali.

I nostri figli non hanno gli strumenti per poterlo digerire e fare proprio, serve la scuola, servono amici e serve fisicità, anche a distanza.

Noi non possiamo fare tutto. I loro sogni sono altro da noi, il loro inconscio collettivo ha bisogno di un vissuto narrato e decodificato dalla comunità che li comprende.

Freud ce spiccia casa. Chi si offre in assenza di un governo che si rifiuta addirittura di parlarne come argomento.

Esemplare il messaggio del governo canadese. Vogliamo prendere esempio?

Arianna

2 pensieri su “I sogni al tempo del Coronavirus o quando Freud ti spiccia casa

  1. Per fortuna che non sono sola! Ho sognato Milano che crollava, un carro funebre, il lavoro che non andava bene….. Tutto e di più…e tutto mescolato….direi un rilascio dall inconscio!!

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